ROVIGO - «Oggi insieme, Lina e Arrigo celebrano le loro seconde nozze, quelle che li accompagneranno per sempre in Cielo». Con queste parole don Christian Malanchin ha salutato questa mattina Arrigo e Lina Greggio, i coniugi di 95 e 94 anni trovati senza vita nella loro abitazione di Mardimago lo scorso 11 agosto. Una vita trascorsa fianco a fianco e anche l'ultimo viaggio affrontato insieme, con le due bare disposte una accanto all'altra davanti all'altare della chiesa parrocchiale, ricoperte di fiori bianchi e con le fotografie dei due anziani.

I FUNERALI In tanti hanno voluto partecipare ai funerali. Familiari, parenti, amici, conoscenti e residenti della frazione si sono stretti attorno alla famiglia fin dal momento dell'arrivo dei feretri sul sagrato. A rappresentare il Comune di Rovigo era presente l'assessore Michele Aretusini. A raccontare Arrigo e Lina è stato soprattutto il parroco. Due caratteri diversi, uniti però da un legame durato una vita. «Arrigo era un uomo gioviale», ha ricordato don Malanchin, ripensando alle volte in cui entrava nella sua casa per portargli la Comunione. Lina era invece più riservata, «ma di animo gentile», una donna capace di occuparsi con attenzione della propria famiglia. CHI ERANO Arrigo era stato uno dei primi dipendenti dell'Upim del gruppo Rinascente a Rovigo. Un lavoro che lo aveva portato negli anni a conoscere tante persone e a farsi apprezzare anche in città. Ma c'è un piccolo gesto, ricordato durante l'omelia, che più di altri ne racconta la sensibilità: quando trovava dei giocattoli rotti li portava a casa, li riparava e poi li regalava ai bambini ospitati nell'allora orfanotrofio di San Bortolo. Lina aveva invece dedicato la propria vita soprattutto alla famiglia. Casalinga attenta e discreta, aiutava anche le suore nella confezione di indumenti. Insieme i due coniugi avevano attraversato le gioie e le difficoltà di un'intera esistenza, fino agli ultimi anni, quando l'età aveva reso necessaria la presenza di una badante. Era stata proprio lei, la mattina dell'11 agosto, a trovare Arrigo e Lina senza vita nel loro letto e a dare l'allarme.Sul posto erano intervenuti polizia, vigili del fuoco e Suem. Sui corpi non erano stati riscontrati segni evidenti di violenza e nell'abitazione non erano state rilevate fughe di gas o altre sostanze tossiche. Per chiarire le cause della morte era stata quindi disposta l'autopsia. Questa mattina, però, il dolore e gli interrogativi hanno lasciato spazio soprattutto al ricordo della coppia. E a una passione particolare di Arrigo: “Musica proibita”, romanza resa celebre anche dall'interpretazione di Tito Gobbi. Don Malanchin l'ha scelta per accompagnare idealmente l'ultimo viaggio dei due anziani: quella musica tanto amata da Arrigo, ha detto, oggi «si trasforma nel canto permesso del Cielo».