L’attore Idan Weiss, 29 anni, nei panni di Franz Kafka nel film “Franz“ della regista polacca Agnieszka Holland (in alto)Pochi giorni dopo la morte, Franz Kafka fu ricordato al Teatro da camera tedesco di Praga e in quell’occasione – era il 19 giugno 1924 – lo scrittore e giornalista ceco Johannes Urzidil disse una grande verità: "Se mai c’è stata una coerenza fra la vita e l’arte, questa la si trova in Franz Kafka". Com’è noto l’autore europeo forse più influente nel ‘900, grande anticipatore di temi letterari ma anche politici e sociali destinati a incidere profondamente nella cultura e nell’immaginario di tutti noi, pubblicò ben poche cose in vita, eppure fu subito percepito, da chi ebbe la ventura di conoscere lui e la sua opera, come un artista a tutto tondo, un uomo dedito alla scrittura, all’amore per la parola, all’immaginazione, a dispetto di tutto: delle circostanze materiali della sua esistenza (minbata dalla tubercolosi), della sua famiglia di ebrei borghesi ben poco vocati alla poesia, delle sue nevrosi e dei tempi che si trovò ad affrontare, fra la Grande guerra, l’iperinflazione in Germania vissuta a Berlino, le ondate di virulento antisemitismo.
E proprio la coerenza fra la vita e l’arte è la cifra del film di Agnieszka Holland Franz, una personalissima biografia di Kafka realizzata con il registro dell’ironia e attraverso una serie di quadri in cui si intersecano fatti biografici e opere letterarie, senza rinunciare ad azzeccate soluzioni stilistiche, come l’accesso al tempo presente (Kafka come attrazione turistica) e i personaggi del film che in certi momenti si rivolgono alla telecamera e si fanno narratori raccontando il “loro” amico o fratello o amante Franz.






