Il caso.25 agosto 2026 alle 00:25

Un viaggio difficile da dimenticare per i 182 passeggeri a bordo del Boing 737-800 di Aeroitalia. Il velivolo, decollato da Elmas alle 12.05 di ieri con destinazione Roma, sarebbe dovuto atterrare alle 12.50 e invece il carrello ha toccato l’asfalto della pista di Fiumicino soltanto alle 13.45: l’aereo ha viaggiato con uno pneumatico squarciato. Un ritardo di un’ora rispetto all’orario previsto che ha suscitato malumori e proteste tra i passeggeri, venuti a conoscenza del disguido solo quando l’aereo stava sorvolando la Capitale, salvo qualcuno che dopo il decollo si è reso conto dell’instabilità del velivolo. «Restiamo più tempo in volo per alleggerire il peso aereo così da rendere più facile l’atterraggio». È stato più o meno così l’avviso diffuso dal comandante del velivolo, su cui erano in servizio anche altri cinque membri dell’equipaggio.

A quel punto tra i passeggeri è salita la tensione, per un volo interminabile che stava diventando un incubo. Accentuato dal segnale delle cinture di sicurezza sempre acceso e dall’apertura delle mascherine per l’ossigeno.

La spiegazione

Che il viaggio non fosse partito sotto la buona stella lo si era capito già in pista: l’aereo è decollato solo alle 12.05 anziché alle 11.30. La conferma delle buone condizioni meteo sulla rotta per Roma faceva presagire al consueto viaggio di 45, 50 minuti. Invece, la situazione è mutata quando dall’aereo già s’intravvedevano scorci della Capitale. Il successivo avviso del capo-pilota ha creato il panico più totale. A causare il ritardo sarebbe stato lo squarcio in uno degli pneumatici del mezzo. La conferma è arrivata nelle ore successive dalla compagnia che ha parlato di «danneggiamento» di una delle ruote «riconducibile alla presenza di un corpo estraneo (in termini tecnici Foreign Object Debris) sulla pista dell’aeroporto di Cagliari, che avrebbe provocato la foratura durante la fase di decollo». La versione sarebbe confermata anche dalla presenza di alcune parti di pneumatico sulla pista dello scalo di Elmas, come precisato da fonti aeroportuali.