Pubblicato il: 24/08/2026 – 22:08

Una divinità femminile chiamata semplicemente “Domina”, la Signora, un nome ancora misterioso inciso sulle pareti, decine di offerte e almeno 120 iscrizioni latine risalenti soprattutto al I e II secolo dopo Cristo. È quanto sta emergendo dalla Cova Dones, nel territorio di Millares, vicino Valencia, una cavità che campagna dopo campagna continua a restituire testimonianze archeologiche eccezionali. Gli ultimi risultati potrebbero trasformarla nella grotta-santuario con il maggior numero di iscrizioni latine conosciuto non soltanto in Hispania, ma nell’intero Impero romano. Fino a poco tempo fa ne erano note appena una quindicina: le ricerche condotte nei mesi di maggio e giugno 2026 hanno portato il numero ad almeno 120.

La misteriosa “Signora”

Il particolare più affascinante arriva dalla lettura delle iscrizioni. Cinque sono dediche votive rivolte alla stessa divinità femminile, indicata con il termine latino “Domina”, cioè “la Signora”. Ma in tre testi compare anche una parola che ha aperto un nuovo interrogativo agli archeologi: “MALACI”. Si tratta di un’appellazione finora sconosciuta riferita alla dea e sulla cui interpretazione gli studiosi stanno ancora lavorando. Una delle ipotesi è che possa avere un legame con l’acqua, elemento che all’interno della grotta ha probabilmente rivestito un ruolo importante nei rituali. Gli studiosi sottolineano comunque che la lettura definitiva è ancora in corso. Il numero delle dediche e la loro concentrazione in un’area ben delimitata della cavità fanno pensare non a visite religiose occasionali, ma all’esistenza di un culto organizzato rivolto a una specifica divinità.