Sulle dune di Calais e Grande-Synthe, alla sabbia rovente delle ondate di caldo si mescola anche il fumo dei gas lacrimogeni. La denuncia presentata dall’ong Utopia 56 nel suo ultimo rapporto (“Dietro le cifre: pratiche violente. Il costo umano della repressione sulla costa francese”) stila una serie di criticità mostrate sulle spiagge da cui partono i barchini diretti verso il Regno Unito: 2720 persone hanno riferito quest’anno di essere state vittime di violenza da parte della polizia francese, contro le 1954 segnalate nello stesso periodo dello scorso anno. Un numero più basso, nonostante allora gli attraversamenti fossero molto più frequenti.L’organizzazione, che lavora quotidianamente su quelle coste, sostiene che l’intensificazione dei controlli - finanziata dal Regno Unito - abbia reso le traversate più “pericolose e disorganizzate”. Così aumenta il rischio per chi tenta il passaggio: almeno 21 persone sono morte quest’anno provando ad attraversare la Manica. Nel rapporto, l’ong definisce il governo britannico e quello francese “gli architetti di questo caos” e chiede una revisione del sistema d’asilo europeo e l’apertura di canali sicuri, che secondo Utopia 56 sarebbero l’unico modo reale per fermare le partenze e neutralizzare i trafficanti.Si sfogliano così una serie di episodi specifici documentati sul campo: pestaggi, gas lacrimogeni lanciati anche tra le dune durante l’ondata di caldo - con alto rischio d’incendio -, almeno dieci famiglie separate a causa delle operazioni di polizia sulle spiagge. In un episodio datato 27 luglio si racconta di una donna investita a una gamba da un fuoristrada della gendarmeria, lanciato attraverso la sabbia nel tentativo di fermare un gruppo di migranti.Tra Parigi e Londra, inoltre, quest’anno è stato siglato un accordo da 660 milioni di sterline, che ha portato la Francia a schierare un reparto antisommossa dedicato a impedire le partenze. Secondo i dati dell’Home Office britannico, tra il 27 aprile e il 2 agosto gli agenti francesi hanno impedito a 185 imbarcazioni e oltre 4300 persone di attraversare la Manica. Eppure, oltre al numero, non è specificato cosa sia successo davvero a quelle persone dopo l’intercettazione. “Non svaniscono semplicemente dopo essere state intercettate, contrariamente a quanto si potrebbe pensare leggendo la dichiarazione del governo britannico”, scrive il Guardian citando Utopia 56.Le vicende più critiche si muovono attorno al tema della sicurezza e ai giubbotti di salvataggio. L’Home Office ha rivendicato il sequestro di una grande quantità di equipaggiamenti (imbarcazioni, motori, giubbotti) come prova dell’efficacia della stretta. Eppure secondo Utopia 56, sottrarre soprattutto i giubbotto non scoraggia in alcun modo i trafficanti, ma “aumenta il rischio che le persone affoghino durante la traversata”. Il ministero dell’Interno francese, interpellato dal Guardian a riguardo, non ha fornito risposta. “Questa è una politica guidata dalle statistiche, attuata con un unico obiettivo: fermare le barche, senza alcun riguardo per la sofferenza che provoca”, scrive l’ong. “Queste cifre possono sembrare la prova che la stretta funziona, ma non tengono conto delle conseguenze: donne, uomini e bambini abbandonati sulle spiagge. E soprattutto: molti che cadono vittime degli eccessi dell’operazione di sicurezza e, di conseguenza, della violenza della polizia”.Un portavoce dell’Home Office ha replicato rivendicando i risultati ottenuti: “Questo governo sta esercitando pressione sui pericolosi attraversamenti in piccole imbarcazioni e sta ripristinando il controllo alla nostra frontiera. Gli sforzi congiunti hanno permesso di prevenire oltre 48 mila tentativi di attraversamento e di sequestrare 1100 tra imbarcazioni e motori, dalle elezioni a oggi”. Il portavoce ha aggiunto che gli attraversamenti sarebbero diminuiti di oltre il 40% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, ma ha anche annunciato l’intenzione di intensificare ulteriormente la cooperazione, tanto da aver firmato un accordo a pagamento con la Francia per aumentare del 40% la presenza di agenti sulle spiagge francesi.