Trentacinque anni di indipendenza ucraina dal dominio sovietico, festeggiati oggi lunedì 24 agosto, sono bastati a Emmanuel Macron per rilanciare l’iniziativa più ambiziosa della coalizione dei Volenterosi: le esercitazioni della “Forza multinazionale per l’Ucraina”, il progetto di peacekeeping nato all’interno del gruppo dei Paesi alleati di Kiev, “saranno condotte nei mesi di ottobre e novembre”, ha annunciato il presidente francese. Son bastate poche ore per far sfilare Roma: fonti di Palazzo Chigi hanno chiarito nel pomeriggio che l’Italia “non vi parteciperà”. Una scelta comunque coerente con la linea più volte ribadita dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni sul “no ai soldati italiani” in Ucraina. Tra i parlamentari c’è chi si oppone. Il senatore del Pd Filippo Sensi ha bollato la decisione come “emotiva e sbagliata”: “Non c’entra niente la pace e la Costituzione. Si tratta di lavorare insieme agli alleati europei. Tirarsi indietro è da furbastri o codardi”. Ancora più severo il giudizio di Carlo Calenda: “Considero questa decisione dell'Italia gravissima, sia dal punto di vista strategico, sia per il posizionamento del Paese nella costruzione della Nato europea di cui abbiamo bisogno. È l'ennesima dimostrazione di mancanza di coraggio del governo italiano, e Meloni lo sa perfettamente, che nulla ha a che vedere con l'invio di truppe in Ucraina, ma con il rafforzamento della cooperazione militare necessaria per rendere l'Europa sempre più indipendente e autonoma dagli Stati Uniti”, ha scritto il leader di Azione. Poche ore prima, Meloni, collegata da remoto al vertice insieme agli altri leader, ha riaffermato che l’Italia resta “determinata a operare al fianco dei partner internazionali per favorire un percorso negoziale verso una pace giusta e duratura”. Il resto della coalizione ha invece premuto sull’acceleratore. Il neopremier britannico Andy Burnham, nel suo primo viaggio all’estero, ha autorizzato l’azienda che si occupa di difese, Mbda, a condividere con le forze ucraine i progetti classificati sui componenti britannici del missile Scalp, così da permettere a Francia e Ucraina di accelerare la produzione locale dell’arma a lungo raggio. La mossa ha scatenato malumori dal Cremlino: “Il Regno Unito partecipa a questa guerra, alimenta sistematicamente e regolarmente il conflitto”, ha attaccato il portavoce Dmitry Peskov, per poi accusare Londra di “gettare benzina sul fuoco”. Senza esitazioni la risposta di Burnham: “Chi ha appiccato il fuoco? Questa è la domanda”.
Ucraina, l'Italia si sfila dalle esercitazioni militari per l'Ucraina. Le opposizioni: "Meloni deve lavorare insieme agli alleati europei"
Roma non parteciperà alle manovre della "Forza multinazionale per l'Ucraina" annunciate da Macron per ottobre e novembre, in linea con il "no ai soldati italian












