Di: SEIDISERA - Marzio Minoli/LP Un piano d’emergenza che permetterà di continuare a pagare in forma digitale in caso di interruzione della rete internet. È quello che è stato presentato oggi, lunedì, a Berna dal presidente della Confederazione Guy Parmelin, accompagnato dal presidente della direzione generale della Banca nazionale svizzera Martin Schlegel e dal delegato all’approvvigionamento economico del Paese Roland Pfister. Dovrebbe essere funzionante entro la fine del prossimo anno. Con questa misura la Svizzera si allinea a diversi Paesi del Nord Europa, che dispongono già di un dispositivo analogo. Si tratta di una soluzione pratica, ma soprattutto necessaria: si stima infatti che nella Confederazione ogni giorno vengano effettuati due milioni di transazioni utilizzando carte fisiche. Come funzionaIl meccanismo è semplice. Se per qualsiasi motivo internet non dovesse funzionare, nei negozi si potrà pagare con la carta di debito o di credito fisica, digitando il codice PIN. Non funzionerà con lo smartphone e nemmeno con carte emesse all’estero.Al momento del pagamento, la transazione viene accettata ma i dati non vengono inviati alla società che ha emesso la carta: restano nel sistema del negozio e vengono trasmessi non appena la rete torna disponibile, come avviene oggi in condizioni normali.Solo beni di prima necessitàIl dispositivo non varrà per qualsiasi prodotto. Attraverso la rete d’emergenza sarà possibile acquistare solo beni di prima necessità. Quindi saranno soprattutto negozi di alimentari, farmacie e stazioni di servizio ad usufruire di questa possibilità. L’obiettivo dichiarato è garantire l’approvvigionamento quotidiano della popolazione. Sono inoltre previsti limiti di spesa e un numero massimo di transazioni consentite.Il nodo degli abusiLe restrizioni rispondono al principale rischio del sistema. Oggi, quando si utilizza una carta di debito o di credito, l’esercente sa immediatamente se il cliente dispone della copertura necessaria. In modalità offline questo controllo non è possibile, e qualcuno potrebbe approfittarne. I tetti di spesa e la limitazione agli esercizi essenziali servono proprio a contenere questa vulnerabilità.Criticità: il negozio diventa custode del valore, ma potrebbe non essere attrezzato per esserloNell’era digitale, “il principio fondamentale è farsi trovare pronti”. In questo senso, “questa iniziativa assume un valore molto importante per cittadini, aziende, istituzioni e per tutta la comunicazione quotidiana che caratterizza la nostra società”. A salutare con positività la presentazione del protocollo d’emergenza è Alessandro Trivilini, esperto di sicurezza informatica e informatica forense.Il piano non è però esente da criticità. In particolare, nel momento del blackout internet, sposta la responsabilità delle transazioni dalle banche agli esercenti. Oggi, quando si paga, i dati circolano tra banche e istituti dotati di sofisticati sistemi di sicurezza. Nel caso di una caduta di rete, i dati rimarrebbero al negozio, che potrebbe essere vittima di un attacco informatico. “La preparazione e la gestione di questi incidenti sarà la vera prova del nove per capire chi ha la responsabilità di tutta la catena, la filiera delle transazioni dei pagamenti”, afferma Trivilini. Se un negozio dovesse subire un furto, “quando viene ristabilita la connessione Internet deve avere tutti gli strumenti per poter riprodurre a ritroso tutto quello che è successo affinché effettivamente quel valore, la catena del valore, possa essere tracciata, ristabilita e rimborsata”.