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Da almeno una decina d’anni l’Arabia Saudita investe massicciamente in settori redditizi e che possano aiutarla a migliorare la propria reputazione a livello internazionale. Il caso più noto è quello dello sport, ma negli ultimi tempi il governo ha investito decine di miliardi di dollari anche nell’ambito dei videogiochi, di cui peraltro il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman è notoriamente appassionato.

Durante e dopo la pandemia quello dei videogame è diventato un mercato enorme e l’Arabia Saudita è oggi uno dei paesi più importanti al mondo nel settore, al punto da rivaleggiare con Stati Uniti e Giappone, i più importanti per dimensioni e giro d’affari. Ci è riuscita in pochissimo tempo e grazie a una strategia molto aggressiva, basata sull’acquisto di partecipazioni in alcune tra le più importanti società del settore.

L’ultima grande acquisizione, annunciata l’anno scorso e completata a inizio agosto, è stata quella di Electronic Arts, una delle aziende più grandi al mondo. Il fondo sovrano dell’Arabia Saudita (Public Investment Fund, noto anche con l’acronimo PIF) l’ha comprata per 55 miliardi di dollari insieme a due società d’investimento statunitensi: Silver Lake e Affinity Partners, quest’ultima fondata da Jared Kushner, il genero del presidente degli Stati Uniti Donald Trump.