Un drone subacqueo vero, non un semplice modello in scala, per mostrare come potrebbe cambiare il lavoro offshore nei prossimi anni. È uno dei protagonisti con cui Saipem si presenta a ONS 2026, l’Offshore Northern Seas in corso a Stavanger, in Norvegia, dal 24 al 27 agosto. Al centro dello stand, il FlatFish, affiancato dall’Hydrone-R: due soluzioni della piattaforma Hydrone, l’ecosistema di robotica subacquea sviluppato da Saipem attraverso Sonsub.

PUBBLICITÀ

L’obiettivo è portare una parte delle attività di ispezione e manutenzione direttamente sul fondale, riducendo la necessità di ricorrere continuamente a navi di supporto e personale offshore. ONS è uno dei principali appuntamenti internazionali dedicati all’industria Oil&Gas e alle energie rinnovabili e Saipem ha scelto proprio questo palcoscenico per mostrare una tecnologia che punta a rendere le operazioni sottomarine più autonome, sicure ed efficienti.

FlatFish, il drone che “vede” sott’acqua

FlatFish, identificato da Saipem anche come Hydrone-S, è un veicolo ibrido ROV/AUV progettato per effettuare ispezioni autonome di infrastrutture sottomarine. Può operare fino a 3.000 metri di profondità e svolgere missioni senza essere collegato fisicamente alla superficie.