HomeTechPlayStation, scatta il blackout contro Sony: una settimana senza giocare per salvare i videogiochi fisiciFino al 30 agosto una parte della community boicotta PlayStation Store, PSN e acquisti digitali. Al centro della protesta c’è una questione che va oltre il collezionismo: quando compriamo un videogioco digitale, è davvero nostro?Scatta il #PSBlackout, una protesta internazionale (iStock)Ricevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciMilano, 24 agosto 2026 – La rivolta contro la decisione di Sony di abbandonare progressivamente i videogiochi su disco è entrata nella fase più concreta. Fino al 30 agosto è in corso il #PSBlackout, una protesta internazionale promossa dalla community DoesItPlay: niente acquisti sul PlayStation Store, niente transazioni nei giochi, niente nuovi abbonamenti e, per chi aderisce integralmente, console spenta e nessun accesso al PlayStation Network. Cosa sappiamo.
Il problema non è il disco, ma il possesso
È il secondo capitolo di una vicenda esplosa nelle scorse settimane, quando Sony ha annunciato che da gennaio 2028 non produrrà più dischi fisici per i nuovi videogiochi PlayStation. I titoli pubblicati precedentemente continueranno a funzionare, ma per le nuove uscite il futuro sarà esclusivamente digitale. Secondo Sony, si tratta di adeguarsi alle abitudini dei consumatori, ormai nettamente orientate verso download e servizi online. Come avevamo evidenziato raccontando l'annuncio di Sony, dietro la nostalgia per scatole e dischi si nasconde una questione molto più profonda: che cosa significa possedere un videogioco nell'era digitale?











