Un gol delle volte può cambiarti la vita. È la storia di Alessandro Romano, centrocampista classe 2006, quest'estate finito in prestito dalla Roma al Cagliari. È lui ad aver deciso la gara con il Parma, trovando la prima rete in Serie A e accedendo su se stesso i riflettori di un campionato alla spasmodica ricerca di giovani talenti.
Preferibilmente italiani, per risollevare una nazionale che da tre mondiali resta a casa a guardare. Qui subentra il lavoro del nuovo ct, Roberto Mancini, sabato in tribuna al Tardini per seguire proprio lui: perché Romano fino a oggi ha giocato per le giovanili della Svizzera visto che il 17 giugno di 20 anni fa nasceva nel paese elvetico, più precisamente a Winterthur nel Canton Zurigo. Ma ha ancora la possibilità di dire sì alla nazionale maggiore azzurra.
Figlio d'arte (il padre Umberto è stato un calciatore), possiede la doppia cittadinanza, dato che i nonni sono italiani così come il suo cognome.
Per questo Mancini - che ha potuto ammirare dal vivo gol e prestazione contro il Parma - è già all'opera, trovando conferma anche nelle parole dello stesso centrocampista che fino a questo momento non ha mai esordito con la nazionale maggiore svizzera. «Non è un priorità», dice l'ex Roma parlando di quale selezione potrebbe vestire in futuro. Forse per lui non lo è, per il calcio italiano un po' di più.












