Pubblicato il: 24/08/2026 – 12:27

CATANZARO «La trasformazione di Catanzaro è un impegno da assolvere tutti insieme, oltre le appartenenze politiche e i ruoli, perché possa avere qualche possibilità di riuscita». Lo scrive sui social il sindaco di Catanzaro Nicola Fiorita. «Archiviato il successo del concerto di Jovanotti (uno dei più grandi concerti nella storia della città) vorrei provare ad utilizzare questa pagina per un ragionamento pacato che sfugga alla solita logica della contrapposizione politica e possa essere utile alla nostra comunità. In questi mesi Catanzaro – sostiene Fiorita – ha ospitato una serie di grandi eventi in luoghi diversi e spesso finora mai sfruttati: la fiamma olimpica nella classica Piazza Prefettura, il concerto di Capodanno nell’area Teti, il giro d’Italia tra il Parco della biodiversità e l’area portuale (che sta ospitando numerosi e partecipati concerti), il Pride ed ora il concerto di Jovanotti nell’area inedita di Germaneto. Al di là di aver dimostrato che Catanzaro ha luoghi e capacità organizzative per poter ospitare i grandi eventi, questa serie di manifestazioni sono frutto di una scelta politica che abbia assunto alcuni mesi fa e che abbiamo potuto realizzare grazie al supporto della Regione. La scelta è stata quella di aggredire l’isolamento della città, portando l’attenzione del grande pubblico su di noi e attirando sul nostro territorio tanti calabresi. La lenta costruzione di una vocazione turistica, il restyling dell’immagine di Catanzaro, la riaffermazione della sua centralità sono alcuni degli obiettivi che ci proponevamo di raggiungere e che abbiamo certamente conseguito. Ovviamente tutto questo ha un costo elevato sia in termini economici che in termini di lavoro e il dibattito sull’utilità dei grandi eventi è certamente suscettibile di interpretazioni differenti. Noi crediamo di aver rimesso il capoluogo al centro del villaggio ma sappiamo anche che un pezzo di città pur di distruggere questa amministrazione non si fa scrupolo di distruggere Catanzaro e che in termini di immagine avremmo potuto stravincere solo se avessimo remato tutti dalla stessa parte».