L’intelligenza artificiale che ha imparato a scrivere testi, generare software e produrre immagini sta entrando in una fase più difficile: imparare ad agire nel mondo fisico. Robot, veicoli autonomi e altri sistemi devono capire dove si trovano, prevedere che cosa accadrà dopo un movimento e scegliere un’azione in pochi istanti. Un errore non produce soltanto una risposta sbagliata sullo schermo: può significare urtare un oggetto, far cadere un carico o compromettere un’intera sequenza operativa.È su questa frontiera che stanno convergendo investimenti, ricercatori e nuove società. Il 22 agosto 2026 il Wall Street Journal ha descritto l’accelerazione dei cosiddetti world model, modelli progettati per rappresentare ambienti tridimensionali e prevedere come questi cambiano in seguito a determinate azioni. Tra le società citate c’è General Intuition, laboratorio nato dall’ecosistema della piattaforma di videogiochi Medal, che secondo il quotidiano statunitense sta finalizzando un finanziamento a una valutazione superiore a 6 miliardi di dollari.La corsa riguarda una posta economica più ampia della robotica. Se i large language model hanno trasformato il rapporto tra persone e software, i world model potrebbero diventare una componente di base dell’intelligenza artificiale applicata a fabbriche, logistica, veicoli, droni e macchine autonome.Indice degli argomenti: