(Adnkronos) – E’ un caldo pomeriggio di metà luglio. Daniel Kessler degli Interpol arriva all’appuntamento con l’AdnKronos in un hotel a due passi dalla stazione di Bologna, il giorno dopo il concerto di Firenze con i My Chemical Romance. Tra poche ore la band guidata da Paul Banks salirà sul palco del Sequoie Music Park da headliner. Con Kessler, chitarrista e membro fondatore del gruppo, parliamo del nuovo album ‘This Mirror Weights A Ton’, in uscita il 28 agosto ma anche di New York e di cosa significhi continuare a scrivere musica insieme dopo quasi trent’anni. Il nuovo album, il primo per Partisan Records, anticipato dai singoli ‘This Mirror Weighs a Ton’ e ‘See Out Loud’ e ‘Iron City’, arriva a quattro anni dall’ultimo lavoro. Prodotto da Andrew Wyatt e mixato da David Fridmann, il disco è stato registrato nello studio di Wyatt nel Lower East Side di Manhattan e segna il ritorno della band a New York per la realizzazione di un album dopo oltre un decennio.
Il suono è allargato con archi, fiati, chitarre acustiche, armonie vocali e soluzioni di sound design, senza abbandonare l’impronta tipica della band. Un cambiamento, racconta Kessler, arrivato durante la scrittura e che è diventato parte naturale del disco. Al centro c’è anche il significato del titolo, nato da una frase di Paul Banks e legato al peso dell’introspezione e al rapporto con il presente. Nel frattempo, gli Interpol hanno continuato a suonare in tutto il mondo, arrivando anche a oltre 200mila spettatori a Città del Messico e presentando alcuni dei nuovi brani al Coachella. Ora, mentre il tour si prepara a fare tappa nelle venue indoor, Kessler racconta come è nato questo nuovo capitolo e perché, dopo tanti anni, la cosa più importante per gli Interpol continua a essere sorprendere, prima di tutto, sé stessi.







