Classe 1997, giornalista per professione, cacciatore di emozioni per passione. Specializzato nel settore sportivo, cerco di raccontare le storie di chi viene r…
Quando agosto si accinge a volgere al termine e l’estate si prepara a cedere il posto all’autunno, le strade di Vertova si colorano di tonalità variopinte, accompagnate da un crocevia di lingue e culture diverse. Si tratta dell’allegria portata dalla carovana del ciclismo che approda ogni anno in Val Seriana per la «2 Giorni Ciclistica Internazionale Juniores Vertova». La competizione, organizzata dall’Unione Ciclistica San Marco Vertova, è diventata un pilastro del calendario internazionale giovanile richiamando atleti provenienti da numerose nazioni del mondo, tutte con l’obiettivo di farsi notare e “scovare” il nuovo fenomeno che in futuro potrebbe guidare il settore delle due ruote. La gara in programma sabato 29 e domenica 30 agosto, vedrà al via trentasei squadre e centottanta corridori che si sfideranno per la conquista del 28° Trofeo «Comune di Vertova – Memorial Pietro e Giovanni Merelli» e del 54° Trofeo «Emilio Paganessi». Nel primo caso si tratterà di una corsa adatta maggiormente agli atleti con un buono sprint che, su un tracciato pianeggiante di 81,2 chilometri, condurrà nel primo pomeriggio i corridori verso l’arrivo in via Don B. Ferrari. Un contest diverso, invece, quello della giornata di domenica, quando a farla da padrone saranno i finisseur e gli scalatori, che si confronterrano con un percorso di 134 chilometri che comprende un primo passaggio sul gran premio della montagna di Fino del Monte e ben cinque su quello di Casnigo, prima del traguardo fissato presso la Marmi Paganessi. La due giorni di Vertova è una competizione ciclistica nota per aver dato i natali a numerosi fuoriclasse della bicicletta e per essere stata in grado di stare al passo con i tempi. Come racconta Mirco Gualdi, organizzatore della corsa nonché ex campione del mondo Dilettanti su strada: «La gara è nata nel 1971 e i primi anni era dedicata alle categorie esordienti, ma già nel 1976 compare il nome di Leonardo Natale, l’anno successivo c’è quello di Giuseppe Faraca che anticipa Giancarlo Perini. Tutti atleti che sono poi diventati professionisti e hanno vestito la maglia della Nazionale – racconta Gualdi – Successivamente la famiglia Paganessi, che aveva alcuni parenti in Francia, ha “esportato” la gara coinvolgendo altre squadre ad affrontare questa competizione. All’epoca si gareggiava al mattino in linea e il pomeriggio a cronometro. Negli ultimi anni il Comune di Vertova ha però deciso di puntare su un tracciato più simile alle “Classiche del Nord” ed è per questo motivo che siamo giunti ai tracciati attuali». Scorrendo la lista dei vincitori delle passate edizioni emergono nomi di campioni del mondo come Moreno Argentin e Gianni Bugno. E ancora fuoriclasse del calibro di Fabian Cancellara, Alexandr Kolobnev e Michael Rogers, ma anche di corridori che hanno caratterizzato le vicende degli ultimi anni del ciclismo mondiale come Sonny Colbrelli, Filippo Ganna, Marc Hirschi e Caleb Ewan. Il solo campione a non comparire in quella lista è Tadej Pogačar che nel 2016 – indossando la maglia della Slovenia – si mise in luce conquistando il settimo posto nel Trofeo Paganessi.








