L’orologio della torre civica di Amatrice è fermo alle 3.36: a quell’ora, il 24 agosto 2016, le scosse di magnitudo 6 provocarono 239 morti nella cittadina in provincia di Rieti. A destra, la premierAmatrice (Rieti), 24 agosto 2026 - Dieci anni dopo il terremoto che alle 3.36 del 24 agosto 2016 cancellò borghi, storie e quasi trecento vite, la premier Giorgia Meloni arriva ad Amatrice. Non solo per commemorare chi non c’è più, ma anche per rispondere a quella richiesta di presenza e ascolto che arriva dai territori del cratere. Una richiesta diventata simbolo nelle parole scritte in una lettera alla presidente da Patrizia Marano, che sotto le macerie perse l’intera famiglia: “Vorrei che lei venisse nelle zone del sisma non soltanto per commemorare, ma per incontrare chi è rimasto”.
Il messaggio di Mattarella: "Pagina drammatica della Repubblica”
Nel giorno delle celebrazioni per il decennale del sisma nel Centro Italia sono arrivate le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella: "La notte del 24 agosto di dieci anni addietro, il violento terremoto che ebbe epicentro tra Accumoli e Arquata del Tronto, nel cuore dell'Appennino centrale, colpì numerosi comuni tra Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo, a cui seguirono ulteriori sequenze sismiche fino agli inizi del 2017. Con il suo bilancio di 299 morti, 365 feriti e più di 40.000 sfollati, quel terremoto - delle cui devastazioni Amatrice è divenuta simbolo - costituisce una pagina drammatica della storia della Repubblica e funge da monito costante sulla necessità continua di potenziare i meccanismi di prevenzione e intervento da attuare al verificarsi dei fenomeni sismici a cui è soggetto il nostro Territorio".










