Bologna, 24 agosto 2026 – Da un mese e mezzo lavora per costruire un Bologna "intenso", con l’idea di vincere le partite e con undici capitani in campo: anche se il primo sarà De Silvestri e il secondo Orsolini. Tracce di quel Bologna Domenico Tedesco vorrebbe cominciare a vederle già stasera al Dall’Ara con la Lazio, in una prima di campionato che sarà anche la prima volta di Tedesco su una panchina di serie A. "Se stanotte dormirò? Sì, sono molto tranquillo – dice il diretto interessato –. Ma sono anche molto carico: finalmente si gioca, con la Lazio comincia la realtà".
A ben vedere c’è stato molto di reale anche da luglio a oggi: la transizione, non scontata, da una filosofia di gioco a un’altra; un precampionato fatto più di ombre che di luci; un mercato che ha portato rutilanti incassi ma che non ha ancora riempito la casella lasciata vuota dalla cessione di Lucumi. Calma e gesso.
"A che punto siamo col processo di crescita lo si vedrà domani – ha ammesso ieri il tecnico –. Del resto siamo nuovi e facciamo un calcio che non è quello di prima: la squadra deve adattarsi. La pressione? Quella me la metto da solo, perché sono il primo a cercare dove sbaglio ed è una delle ragioni che mi ha portato ad essere dove sono oggi. Quello che mi sta piacendo di più è la personalità che mostriamo già nel possesso palla. Quello che mi è piaciuto di meno sono i tanti gol presi, che in precampionato possono dipendere da molti fattori, a cominciare dalla preparazione".







