No alla candidatura di Ranucci, no alla contesa sulla leadership come strategia elettorale, no a un dibattito sulla cultura woke che Bonelli considera una questione tutta americana. In un'intervista ad Alessandra Arachi sul Corriere della Sera, il leader di Alleanza Verdi e Sinistra Angelo Bonelli ha condensato in tre bocciature la sua idea di come il centrosinistra dovrebbe muoversi in vista delle elezioni: smettere di litigare su nomi e leadership e cominciare subito a costruire un programma comune. Sul primo punto, Bonelli ha smentito senza mezzi termini le voci di una possibile candidatura di Sigfrido Ranucci con Avs, liquidando l'indiscrezione come "priva di qualsiasi fondamento", un prodotto tipico del "vuoto di notizie di agosto". Ha spiegato che la presenza del giornalista di Report alla festa "Terra" del partito non ha nulla a che vedere con un possibile impegno politico: è legata semplicemente alla presentazione del suo libro, appuntamento fissato già a giugno nell'ambito del calendario di incontri editoriali previsti ogni giorno della manifestazione. "Smentisco categoricamente la sua candidatura".Interpellato sulle recenti parole di Giuseppe Conte a proposito della cultura woke ("una sorta di religione morale autoreferenziale" da cui la sinistra dovrebbe prendere le distanze), Bonelli ha osservato che si tratta di un fenomeno essenzialmente americano, poco pertinente rispetto alla realtà italiana, e si è detto scettico sull'utilità di aprire un dibattito del genere in questa fase: "Casomai dovremmo concentrarci e spendere le nostre energie per costruire il programma. E questo non lo dico soltanto a Conte ma anche a Elly Schlein", ha detto. Ha aggiunto che il vero eccesso che vede nel Paese è piuttosto la scarsa attenzione dedicata alla crisi economica e sociale: "In Italia non c’è nessuna legislazione che ha favorito eccessi. Anzi. Dal Parlamento italiano stiamo attendendo una normativa che punisca le discriminazioni. Il ddl Zan, che pure in alcuni punti non condivido, è stato fermato. Era una legge che doveva punire le discriminazioni non solo contro gli omosessuali, ma anche contro gruppi etnici, minoranze", ha sottolineato.Bonelli ha poi aggiunto che il centrosinistra ha davanti un'occasione storica per vincere le elezioni e per offrire al Paese e all'Europa un'alternativa di governo: "Perché un governo non di destra può aiutare a fermare certe degenerazioni che stiamo vedendo su più punti di vista. Sta a noi coglierla". Interrogato su come convincere Conte e Schlein a muoversi in questa direzione, Bonelli non ha usato mezzi termini: "Perdersi dietro la contesa della leadership è un buon modo per perdere le elezioni". Tra le priorità programmatiche il leader dei verdi ha citato la crisi climatica, con i fiumi in secca e una sinistra, a suo giudizio, troppo distratta sul tema e poi: "Dobbiamo concentrarci su come deve essere più equo il nostro fisco, sulle ricadute economiche e sociali soprattutto per i ceti medi. Poi vedo che Schlein ora si pone la questione degli extraprofitti. Noi di Avs lo diciamo da quattro anni, ma va bene così".Sul nodo delle alleanze, Bonelli si è smarcato dalle domande su singoli nomi, incluso quello di Matteo Renzi: "Non mi importa di parlare di alleanze, noi non abbiamo veti", ha precisato. L'importante, per Avs, sarebbe confrontarsi con chi è disposto a costruire insieme un programma democratico, progressista ed ecologista, "impossibile un programma che ripropone la filosofia della destra". Il leader di Avs ha poi chiuso ribadendo la linea del partito sulla difesa: nessun pacifismo ingenuo. "Non vogliamo mettere fiori nei cannoni ma opporci fermamente al 5% del Pil per il riarmo sì".