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La squadra è forte, costruita per vincere, completa in tutti i reparti, con la giusta miscela tra profili d’esperienza e giovani promettenti. Il Messina è praticamente pronto a tuffarsi nella nuova stagione, dopo la preparazione svolta tra l’Umbria e il “Marullo”, in attesa di prendere possesso del “Celeste”. Il gruppo non teme rivali, ha tutte le caratteristiche per dominare a livello di qualità e profondità dell’organico, ma ci sono altre componenti che in campionati come l’Eccellenza non devono mancare: la fame di giocare tutte le partite senza la presunzione di chiamarsi Messina, l’umiltà di calarsi nella parte e dovere accettare/rispettare il tipo di realtà che si andranno ad affrontare. Quelle che da anni provano a salire al piano di sopra, le nuove “ambiziose” e anche le piccole che contro l’Acr daranno sicuramente qualcosa in più.
Le armi tecniche da far camminare di pari passo con quelle caratteriali, la qualità da inquadrare sul giusto binario. Lo sa bene mister Alfio Torrisi, visto che è partito dal basso, facendo la gavetta, vincendo in Promozione. Martella su questi concetti, oltre che sulle idee tattiche che dalle prime uscite sono emerse abbastanza chiaramente. La volontà è di puntare su un 4-2-3-1 utile a sfruttare soprattutto le bocche di fuoco offensive. Che sono numerose e variegate nelle caratteristiche, così da poterle sfruttare al meglio in base alle circostanze, contando su soluzioni in corso di livello altissimo. Profili come Varela, Sarao, Bollino, Kragl, Sartore, Bonanno, Palumbo.






