E nella notte nera come il nulla, a un tratto, col fragor d’arduo dirupo che frana, il tuono rimbombò di schianto… Non un tuono, come scriveva Giovanni Pascoli, ma un Mastantuono (ci sia concesso il gioco di parole) attendono i tifosi della Fiorentina, anch’essi reduci da una notte nera, quella che l’anno scorso li ha visti flirtare con la retrocessione. Quest’anno però tutto sembra cambiato e nuovo di zecca. Nuovo l’allenatore, quel Fabio Grosso che bene ha fatto alla guida del neopromosso Sassuolo. Nuovo il direttore sportivo, Fabio Paratici. E nuove paiono essere anche le ambizioni della società, alla cui testa siede Giuseppe B. Commisso, dopo aver ereditato la carica di presidente dal padre Rocco.Come festeggiare al meglio l’anno del centenario del club (che ricorre il prossimo 29 agosto) se non offrendo alla piazza una squadra dalle rinnovate ambizioni, dopo anni di vacche magre? In quello che tutta Firenze spera sia un rinascimento calcistico, non poteva mancare un vero numero dieci. La stranezza è che tale numero non comparirà sulle maglie gigliate per deliberata scelta di Giuseppe Commisso, che ha inteso così fare un omaggio all’unico dieci, quel Giancarlo Antognoni prima messo da parte (ma non dall’attuale presidente né dal padre) e poi invitato per la festa del centenario. Invito cortesemente rifiutato dal ragazzo che giocava guardando le stelle. Ma tant’è: anche se non comparirà sulle maglie viola, un dieci di nome e di fatto ci sarà in squadra. Si tratta appunto di Franco Mastantuono, giunto in riva all’Arno a miracol mostrare col 30 sulle spalle. Ultimo gioiello del sempre florido vivaio argentino, il diciannovenne nativo della provincia di Buenos Aires ha esordito fra i grandi in maglia River Palte all’età di sedici anni, già con addosso le stimmate del predestinato.Ex prospetto anche del tennis, Mastantuono impressionò subito, fino ad attirare su di sé le attenzioni dei grandi club della Liga. A spuntarla fu il Real Madrid, che si assicurò le prestazioni del talentino minorenne per una cifra complessiva che, fra cartellino e costi vari, arrivò a toccare i €63,2 milioni di euro. Mastantuono al Real ha mostrato alcuni colpi degni di nota, ma ha anche patito il salto dal calcio sudamericano a quello del Vecchio continente. Oltre alla giovane età, l’ex River si è dovuto confrontare con una concorrenza agguerrita e con l’annata a dir poco infelice delle merengues, condita dall’esonero di Xabi Alonso. Lo scarso minutaggio registrato in Spagna gli ha poi impedito di salire sull’aereo con i compagni della Selección per partecipare ai Mondiali nordamericani. Così, quest’anno, il Real ha pensato di riproporre per lui la formula già provata l’anno scorso con il brasiliano Endrick, mandato a farsi le ossa a Lione nella seconda parte della stagione.La scelta del Real è caduta sulla Fiorentina, con Paratici abile nell’assicurarsi il prestito secco di Mastantuono. Il ragazzo non ha ancora esordito in partite ufficiali, ma ha già conquistato i suoi nuovi tifosi quando online è cominciato a circolare un video che lo ritrae impegnato a giocare con dei ragazzini che lo avevano riconosciuto mentre trascorrereva qualche ora di relax sulla spiaggia di Forte dei Marmi. Tanto è bastato per dare l’idea di avere a che fare, nonostante la giovanissima età, con un giocatore d’altri tempi, quando cioè ci si poteva fermare a parlare con gli eroi della domenica senza che questi si ritraessero infastiditi o senza dover passare da una pletora di addetti alle pubbliche relazioni, del club o personali. Se poi Mastantuono riuscirà a esprimere anche sul terreno del Franchi quelle qualità che tutti gli riconoscono, sarà l’apoteosi. In questo senso un aiuto dovrà arrivare da Grosso. Nell’amichevole disputata in maglia Real prima di partire per Firenze, José Mourinho, nuovo/vecchio allenatore del Madrid lo ha provato esterno a destra. Esterno sì, ma con licenza di accentrarsi, visto che la posizione migliore per l’argentino è dietro l’attaccante. Anche per questo Grosso potrebbe continuare a schierare la Viola con il 4-3-2-1, il cosiddetto albero di Natale tanto caro a Carlo Ancelotti.Quale che sia la posizione di partenza di Mastantuono, la speranza dell’intera città è che sappia dipingere calcio col suo sinistro vellutato e rinverdire così i fasti di altri calciatori argentini passati per Firenze (da Daniel Bertoni e Daniel Passarella fino a Gabriel Batistuta). La tifoseria viola sogna di essersi accaparrata, anche solo per una stagione (d’altronde anche il tuono della poesia, a un certo punto, rotolò cupo e tacque, e poi rimareggiò rinfranto, e poi svanì), il nuovo Nico Paz, altro gaucho passato dal Real prima di venire a dominare la Serie A sul lago di Como. L’incubo sarebbe invece di ritrovarsi con un altro Diego Latorre. Con Mastantuono però non si dovrebbe correre questo pericolo. Dai ‘Toni e furmini’ della t-shirt che venne stampata per celebrare i gol di Luca Toni al ‘tono e Mastantuono’ il passo potrebbe essere breve.
Un Mastantuono per il centenario della Fiorentina
I Viola ripartono da Grosso, Paratici e dal talento argentino arrivato col 30 sulle spalle in cerca della libertà perduta al Real Madrid













