di
Alessandro Bocci
Il ragazzo delle stelle, leggenda della Fiorentina e della Nazionale, e l’amore ferito: lo psicodramma di Firenze
La storia sta facendo rumore e rischia di turbare un anniversario importante: la Fiorentina sta per compiere cento anni e il suo giocatore più iconico, Giancarlo Antognoni, ha respinto l’invito di Giuseppe Commisso e fatto sapere che il 29 agosto non si presenterà allo stadio Franchi.
Antognoni è un simbolo, come Totti a Roma, l’unico dieci, come lo chiamano affettuosamente da queste parti, il calciatore con più presenze nella storia del club, 429 in tutte le competizioni condite da 72 gol. Quindici anni sempre sotto la stessa bandiera, dal 1972 sino al 1987 quando, trentatreenne, decise di chiudere la carriera a Losanna, in Svizzera. Anche in quell’occasione Giancarlo sarebbe rimasto fedele alla maglia viola che è la sua seconda pelle, ma i rapporti con i Pontello si erano consumati e a Firenze stava nascendo la stella di Baggio. Così all’improvviso, quasi in contropiede, scelse di togliere il disturbo.







