La National Science Foundation (NSF), una delle principali agenzie federali che finanziano la ricerca di base negli Stati Uniti, si prepara a chiudere il 2026 con il numero più basso di nuovi grant degli ultimi quattro decenni. A riportarlo è Nature, che ha analizzato i programmi di finanziamento dell’agenzia. La situazione è il risultato di mesi di ritardi, revisioni dei programmi e cambiamenti nelle priorità della politica scientifica dell’amministrazione Trump, che penalizza soprattutto le scienze biologiche e sociali, ed è in linea con quanto successo anche lo scorso anno. Secondo Nature, la NSF starebbe trattenendo circa un miliardo di dollari del proprio bilancio per destinarlo a una specifica iniziativa della Casa Bianca chiamata Grand Research Challenges, che ha come obiettivo la ricerca nel settore dei materiali avanzati e dell’intelligenza artificiale.

La questione non è soltanto americana. Gli Stati Uniti hanno rappresentato per decenni uno dei principali poli mondiali per la ricerca scientifica. Una riduzione dei finanziamenti avrebbe quindi ripercussioni sulla quantità complessiva di conoscenza prodotta a livello globale, soprattutto nei settori che dipendono da grandi infrastrutture e da collaborazioni internazionali.