FOSSÒ - "Oggi niente bici". L'ultima storia postata su Instagram da Mirco Celin, il 35enne rimasto ucciso nello schianto di via Dolo, mentre provava un'auto da rally, appena due ore prima dell'incidente, è un'amara premonizione. Nella storia si vede anche la Lancia Delta S4 sulla quale stava per salire con il suo amico F.C., rimasto ferito nell'incidente, che si trovava alla guida.
AMORE PER LA BICICLETTA Mirco Celin, tecnico elettromeccanico presso Italcarrelli, amava le auto ma la sua più grande passione era la bicicletta, per la precisione la bici da gravel. Un mezzo che combina le caratteristiche di una bici da corsa con quelle di una mountain bike, per cui servono gambe allenate, fiato e mentalità da atleta. E di sicuro le possedeva tutte: era appena tornato da una maratona di 323 chilometri da Fossò, dove viveva, fino a Cremona e ritorno, e ad aprile si era classificato tra i "finisher", ovvero gli atleti arrivati alla fine del percorso, alla Veneto Gravel Edition di Bassano del Grappa. "Ciò che rimane nella vita non sono i doni materiali, ma i ricordi dei momenti che hai vissuto e che ti hanno reso felice. Riempi la tua vita di prime volte, riempi la tua vita di avventure", scriveva in occasione del suo compleanno di due anni fa, a corredo delle foto in cui si lanciava col paracadute. Una preparazione atletica minuziosa, documentata anche sui suoi profili social, che gli aveva consentito due anni fa di conseguire un obiettivo ambizioso: completare il Cammino di Santiago de Compostela, naturalmente a bordo della sua inseparabile dici da gravel. "L'arrivo a Santiago ha un sapore speciale - scriveva -. Tanta stanchezza ma anche tanta soddisfazione, che si mischia alla gioia degli altri pellegrini che arrivano. Un luogo speciale nel mondo. Grazie mamma e papà per avermi fatto gambe forti per pedalare fino a Santiago". L'amore per la bicicletta si combinava spesso con quello per i viaggi: Santiago ma anche la Corea del Sud, l'Islanda, la Norvegia. Tre anni fa aveva raggiunto Capo Nord partendo da Fossò e attraversando sette Stati: "Un viaggio on the road da oltre 11mila chilometri", scriveva orgoglioso Mirco in un blog di viaggi.Il cordoglio La notizia della morte del giovane ha gettato nello sconforto la comunità di Fossò. Il sindaco di Alberto Baratto ha voluto far arrivare la sua vicinanza alla famiglia: «Non conoscevo Mirco, stiamo cercando un contatto per sentire la famiglia e portare la nostra vicinanza, metterci a disposizione per qualunque necessità, ma in questo momento non l'abbiamo. È una tragedia che ancora una volta colpisce le strade della Rivera del Brenta e il nostro paese, lasciandoci tutti sgomenti, soprattutto per la giovanissima età del nostro concittadino». Solo due giorni fa un altro comune della Riviera, Dolo, colpito da un altro lutto dopo che Alessandro Pizzato, 52 anni, era rimasto ucciso in seguito al tamponamento del suo tir sulla A4.






