Di: SEDISERA/Redazione RSI Info Le relazioni tra Canada e Stati Uniti attraversano una nuova fase di forte tensione. Il fallimento dei negoziati commerciali tra Ottawa e Washington ha portato all’introduzione di nuovi dazi da entrambe le parti, alimentando quello che si configura come un nuovo capitolo della guerra commerciale nordamericana.https://rsi.cue.rsi.ch/info/mondo/Dazi-USA-Canada-trattative-fallite--4005195.htmlQuali potrebbero essere le conseguenze di una lunga assenza di accordo tra i due Paesi? Lo abbiamo chiesto ad Andrew Spannaus, giornalista, analista politico statunitense e docente universitario.“Qui si scontrano due livelli. Il primo è quello dell’amministrazione Trump, che vuole cambiare il modello del commercio. Questo è chiaro: si vogliono proteggere alcune industrie americane e promuoverne altre. Quando si parla di Canada entrano in gioco soprattutto le auto, il legname, i metalli e l’alluminio. In questo contesto emerge un problema legato all’accordo di libero scambio tra Canada, Stati Uniti e Messico, un modello che non piace più all’amministrazione, anche se è stato Trump stesso a negoziare l’attuale versione dell’accordo. Poi c’è la questione di Trump che vuole fare il bullo. In questo momento lo scontro c’è e può avere effetti significativi, anche se questi dazi riguardano solo il 5% degli scambi tra i due Paesi. Si tratta comunque di somme importanti e non sarà facile trovare una soluzione a lungo termine che sia accettabile per entrambe le parti”.Molti osservatori vedono nella scelta di Carney di lasciare il tavolo dei negoziati un test importante. Potrebbe diventare un esempio per altri Paesi nei rapporti con Washington?“Ricordiamo che Trump ha già preso un bloody nose, cioè un pugno in faccia, dalla Cina e anche dal Brasile. L’anno scorso, sui dazi, la Cina ha risposto non tanto con le parole quanto con i fatti, bloccando le terre rare e gli acquisti agricoli dagli Stati Uniti. Il Brasile ha detto no quando Trump ha cercato di imporre un cambiamento rispetto alla posizione su Bolsonaro e sul suo processo.Quindi non è il primo caso in cui le sue iniziative vengono contrastate. Solo che il Canada non è la Cina, ovviamente, e il suo peso è diverso. Il primo ministro canadese Carney, però, ha deciso di tenere il punto anche perché è stato eletto anche con questo obiettivo. Ha scelto di non cedere.Si tratta in parte di un cambiamento di fase, perché Trump sta cercando nuovi modi per imporre i dazi e anche questi potrebbero essere contestati in tribunale. Però credo ci sia davvero un cambiamento nel rapporto con il Canada. Alla base c’è qualcosa di reale: penso che il modello di libero scambio così come lo abbiamo conosciuto tra Stati Uniti, Canada e Messico vada cambiando”Carney è stato eletto anche promettendo di resistere a Trump. Ma la strategia del “dollaro per dollaro” comporterà inevitabilmente sacrifici per i cittadini canadesi. È una scommessa rischiosa?“È una scommessa, tra l’altro trasparente. Non si è sottratto alle trattative, anzi. Sembrava che le parti fossero vicine a un accordo, con una riduzione dei dazi in settori importanti. La rottura è arrivata però per due motivi. Il primo è che all’interno dell’amministrazione americana c’è chi non voleva tornare a forme di libero scambio in questi settori, in particolare il Segretario al Commercio. Il secondo è che sono state aggiunte questioni che non erano realmente economiche all’interno del negoziato.In questo senso Carney non può rinunciare alla propria posizione. C’è ancora spazio di manovra, ma qualche conseguenza per i canadesi ci sarà. Il suo calcolo è che anche dall’altra parte il costo sarà elevato. Certamente si rischia una spirale che potrebbe diventare pesante per tutti”.Come stanno vivendo gli americani questa lunga stagione di dazi? C’è ancora sostegno per la linea dura dell’amministrazione Trump?“Per gran parte degli americani non è più il tema principale all’ordine del giorno. Certamente i giornali ne parlano e resta una questione importante. Tutti hanno visto un aumento dei prezzi e dell’inflazione. Chi continua a sostenere questa strategia, circa un terzo degli elettori e comunque in calo, ritiene che Trump stia semplicemente mostrando fermezza. Però convince sempre meno persone, anche tra gli indipendenti, che non hanno più fiducia nella sua capacità di difendere realmente gli interessi degli Stati Uniti. Molti pensano invece che alla fine questa politica finisca per danneggiare gli stessi americani.” Dazi, cresce la tensione tra Usa e CanadaTelegiornale 23.08.2026, 12:30
Dazi USA-Canada, “il libero scambio sta cambiando” - RSI
Dazi USA-Canada: Andrew Spannaus analizza la rottura dei negoziati tra Ottawa e Washington e le conseguenze economiche per il Nord America.











