HomeMonza BrianzaCronacaE i contadini per sbarcare il lunario si inventarono una forma d’arteIn città il mobile arriva dalle campagne, dalle mani dei contadini che, accanto al lavoro agricolo, imparano a costruire attrezzi,...I falegnami sono sempre attivi a MedaRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciIn città il mobile arriva dalle campagne, dalle mani dei contadini che, accanto al lavoro agricolo, imparano a costruire attrezzi, sedie e mobili per arrotondare le entrate. È una storia che parte quindi dall’artigianato e che, nel giro di poco più di due secoli, porta una piccola comunità brianzola a diventare uno dei luoghi simbolo del mobile italiano.

Nel 1773 viene soppressa la Corporazione dei legnamari di Milano, che fino ad allora protegge i maestri milanesi e limita la concorrenza esterna. Contemporaneamente la nobiltà milanese costruisce numerose ville in Brianza e ha bisogno di mobili e arredi. Per le botteghe medesi si apre un mercato: possono competere con i mobilieri della città e, soprattutto, possono lavorare per una clientela che cerca manufatti sempre più raffinati.

Nel 1788 un artigiano, Vermondo Cimnagi, firma un cassettone realizzato a Meda. Due anni dopo compare un’altra firma, quella di Giovanni Battista Cimnagi. Le due testimonianze raccontano già di botteghe capaci di seguire l’intero ciclo di lavorazione. È un passaggio importante: il mobile comincia ad avere un’identità propria e il nome dell’artigiano diventa anche una forma di certificazione del lavoro.