"Ho visto l’Ecce Homo di Antonello da Messina e trovo pertinente la sua esposizione al Meeting perché si restituisce all’opera il valore d’icona sacra, oggetto di culto com’era originariamente e non di cultura". Lo ha detto ieri a Rimini il direttore della Grande Brera, Angelo Crespi. "Le persone si mettono in fila a migliaia per vederlo perché sentono il potere del sacro, indipendentemente dal fatto che sia in un museo, ma perché si tratta di un’opera che mantiene la forza originaria di un icona nata perché il popolo lo vedesse perfino senza la mediazione museale".
Il dipinto di Antonello da Messina ha lasciato temporaneamente il Museo nazionale d’Abruzzo (Munda) per essere esposto alla Fiera di Rimini. Il prestito va dal 20 al 27 agosto, mentre la mostra promossa dal ministero della Cultura nell’ambito del Meeting per l’amicizia fra i popoli è aperta dal 21 al 26. Dopo questa data l’opera rientrerà al Munda, alla vigilia dell’apertura della Porta Santa di Collemaggio. Il prestito, tuttavia, ha suscitato qualche rimostranza, soprattutto da parte di forze politiche di sinistra, che hanno trovato l’operazione irriguardosa.
Il ministero della Cultura italiano ha acquistato il ritratto nel febbraio 2026 per la cifra di 14,9 milioni di dollari (circa 12,6 milioni di euro).












