Smentendo Donald Trump, la Corea del Sud afferma che la Corea del Nord possiede fino a 120 testate nucleari: ossia il doppio di quanto dichiarato dal presidente americano, capace anche di imprevisti affilati con Kim. Numeri certi non si hanno, ma le stime del ministro della Difesa sudcoreano An Gyu-baek al Parlamento sono un po’ diverse da quelle date dalla Casa Bianca quando Trump ha annunciato la sua volontà di incontrare il leader nordcoreano. Secondo il presidente americano, Pyongyang possiede 57 “armi nucleari molto potenti”. Seul ha chiosato amara: “Sembra che le cifre siano leggermente diverse”. Testate, o anche missili convenzionali, possono rapidamente finire a minacciare territorio europeo, oltre l’Ucraina. Kim sta aiutando Putin con i missili balistici: la Corea del Nord ha già fornito all’esercito russo tra 8 e 11 milioni di proiettili e missili (fonte: “Important Stories”). Secondo i servizi segreti ucraini, a luglio 2026 la Russia possedeva circa 50 missili balistici Kinzhal e un numero pressoché uguale di missili balistici nordcoreani KN-23, KN-24 e KN-30. Il KN-30 viene lanciato da una piattaforma di lancio mobile terrestre e nei test ha dimostrato una gittata di almeno 600 chilometri. Ideale per colpire l’Ucraina dai confini russi: l’intelligence della difesa ucraina ha affermato che la Corea del Nord ha iniziato a schierare un’unità missilistica nella regione russa di Voronež per lanciare attacchi missilistici balistici contro l’Ucraina. Putin paga Kim con denaro e tecnologie militari. Mosca e Pyongyang stanno poi per completare la costruzione del primo ponte stradale tra i due paesi, che farà parte dell’infrastruttura per il rifornimento delle forze armate coinvolte nella guerra in Ucraina (fonte: la ong ucraina Truth Hounds). A essere minacciata è l’Europa, benché Pyongyang ci appaia, distrattamente, lontana. La ciliegina sulla torta è lui, Donald Trump: ha detto che le esercitazioni militari su larga scala condotte da Stati Uniti e Corea del Sud sono “molto offensive” per la Corea del Nord. E vuole ridurle. È vero, ammette, Kim Jong-un “non amava Biden e Obama”, ma con lui ha “relazioni molto buone”. Se l’Europa non capisce quanto un pericolo lontano possa diventare vicino, “good night and good luck”.
Il ponte Mosca-Pyongyang invisibile a Trump
Guerre, propagande, e tutto ciò che sta in mezzo fra la pace e noi












