Se il tempo è buono e il mare è favorevole, dall'Algeria bastano nove ore di navigazione per arrivare sulle coste a sud-ovest della Sardegna. Anche con barchini di fortuna. Ed è per questo che mentre gli sbarchi dei migranti si riducono su tutte le rotte che puntano all'Europa, c'è un piccolo canale che nel 2026 segna dati in crescita.

In queste settimane in cui i migranti vengono elevati a nemico numero uno dalla maggior parte dei governi europei, quello italiano in primis, è sfuggito un dato, diffuso dall'Unione Sarda basandosi su cifre del Viminale: nei primi sette mesi del 2025 i migranti sbarcati sulle coste sarde erano circa 800, nello stesso periodo del 2026 sono stati 2000. Un aumento del 150%, che fa poco clamore a Roma, ma molto nell'isola. A differenza della Sicilia, infatti, la Sardegna non ha strutture per l'accoglienza in grado di gestire un'impennata di arrivi. Il centro di Monastir, comune a pochi chilometri da Cagliari, avrebbe una capienza di 300 posti. Negli ultimi giorni ha ospitato fino a 800 persone. E se i sindacati locali della Polizia parlano di potenziale "polveriera", la sindaca Paola Ugas fa un ragionamento più complesso: "È una dimensione che non può essere considerata ordinaria e che non può diventare la nuova normalità per Monastir senza una valutazione seria e trasparente della capacità della struttura, delle condizioni di gestione e dell'impatto che questa situazione determina sul territorio".