Il segretario dell'esercito americano si avvia a fare un passo indietro in seguito alle tensioni con il capo del Pentagono Pete Hegseth. Dan Driscoll lascerà l'incarico entro la fine dell'anno, lasciando un vuoto significativo in un momento in cui le forze armate americane sono impegnate su più fronti, in primis l'Iran.

Le indiscrezioni del Wall Street Journal sulla sua uscita entro la fine dell'anno arrivano mentre Hegseth mette a segno un altro colpo nella sua battaglia contro le critiche e la cultura woke. Il Pentagono ha infatti silurato per "insubordinazione" i vertici della nota testata militare Stars and Stripes colpevoli, a suo avviso, di aver denunciato pubblicamente le interferenze del Dipartimento della Difesa sulla linea editoriale. Alcuni giorni prima dei siluramenti, Stars and Stripes aveva riferito dei disagi dei marinai a bordo della portaerei Uss Abraham Lincoln, la cui missione in Medio Oriente per l'Iran è stata prolungata a nove mesi a causa della guerra.

I licenziamenti in tronco dell'editore Max Lederer, del caporedattore Erik Slavin e della redattrice Lara Korte si inseriscono nella stretta del Pentagono contro i media, ai quali ha già da tempo limitato l'accesso al Dipartimento innescando una dura battaglia legale. "Ribadisco il principio secondo cui Stars and Stripes deve restare indipendente a beneficio dei militari", ha detto Slavin spiegando di essere stato licenziato per aver detto in un'intervista a Cbs che un'ipotetica censura delle notizie destinate ai militari "avrebbe rappresentato una linea rossa". Anche se in parte finanziata con soldi pubblici, Stars and Stripes ha sempre goduto di una forte indipendenza editoriale, almeno fino all'arrivo di Hegseth che ha fatto del controllo dei media una sua priorità.