Un servizio di supporto per la comunità. Quando chi vive in città va in vacanza si pone sempre le stesse domande. Come dare da bere alle piante? Come accudire gli animali domestici? Attraverso le Portinerie di comunità - a Porta Palazzo e in Borgo San Paolo - è possibile trovare una risposta. «Il plant sitting, come i tanti piccoli aiuti che offriamo ai cittadini, non è un servizio fine a se stesso. Nasce da un dialogo che gli abitanti instaurano con noi» racconta Lucia Moretti, che si occupa della progettazione della Rete italiana di cultura popolare, l'ente che ha ideato queste realtà. Come funzionano le Portinerie di comunità Dalla creazione della prima a Porta Palazzo nel 2020, le Portinerie di comunità promuovono diverse opportunità per i quartieri, attraverso attività culturali ideate insieme al territorio come musica, teatro, laboratori e corsi. Offrono inoltre doposcuola, conversazioni in lingua, facilitazione digitale e supporto nella compilazione di un curriculum vitae. Fin dall'inizio, poi, propongono anche il plant e il pet sitting: «È un aiuto richiesto direttamente dai nostri «abitanti», come chiamiamo chi vive i nostri spazi - spiega ancora Moretti -. Quindi a richiedere di curare le piante è una persona che magari già accompagna le famiglie della nostra comunità, per esempio alla Gam, al museo del Cinema o al teatro Alfieri. Sono tutti collegamenti che si creano tra le persone: un attivare e riattivare, che è proprio il principio base delle Portinerie di comunità». Quindici case affidate agli operatori Così, ogni giorno e per tutto il periodo delle ferie, gli operatori e le operatrici di Porta Palazzo e Borgo San Paolo custodiscono le chiavi di circa 15 case in cui passare in giornata sulla base delle necessità segnalate dai proprietari. Cominciano il loro giro nel pomeriggio, quando il sole dà un po' più di tregua. Da piazza della Repubblica, per esempio, una delle prime tappe è in via Milano. Si sale in casa e si bagnano le piante. Dopodiché si chiude la porta e si passa in lungo Dora Savona. Da via Osasco in borgo San Paolo, invece, l'itinerario tocca via Braccini e via Bardonecchia. Nel corso del pomeriggio si passa in tutte le case previste in agenda, sfamando gatti, facendo attenzione che il terreno delle piante non sia troppo secco o troppo umido, o che non stiano prendendo troppo sole. Volontariato e servizi di quartiere In questo modo, chi ha donato un po' del suo tempo alla comunità anche attraverso il volontariato - magari aiutando con i corsi di italiano o con quelli in lingua straniera - può andare via con la certezza che piante e animali domestici rimasti a casa stiano bene. «Dietro tutto questo c'è un rapporto, un qualcosa che si costruisce - conclude Moretti -. Tutto si lega tramite la relazione. Anche le attività che facciamo nel corso dell'anno sono pensate e co-progettate insieme agli abitanti. Nulla è calato dall'alto, ma è una condivisione diretta di bisogni e di risorse, che poi si traduce in servizi come il plant sitting».