«Una manina nascosta con il bianchetto nella destra mi ha cancellato. Una manina destra senza nome e cognome». E’ amareggiato Leo Gullotta, rattristato da questa vicenda paradossale: contattato per l’assegnazione di un premio nell’evento per i 50 anni del Festival del Teatro di Taormina che si terrà il 3 settembre, scopre che il suo nome non è tra i 12 premiati. «Non permetto a nessuno, a 80 anni e con 65 anni di carriera, di offendermi nella mia dignità. Chiedo rispetto», s’infervora raggiunto al telefono. «Sono colpito da questa modalità, si accusano i social di dare spazio ad anonimi che insultano e io, alla mia età, non denuncio apertamente questo comportamento? Di qualcuno che senza mettere nome e cognome mi ha escluso? Avrei preferito che mi avessero detto chiaramente: “Non la premiamo, non la riteniamo all’altezza”. Ma questa è un manina politica, figlia dell’amichettismo che tira tanto».

Gullotta spiega di essere stato contattato dalla direttrice artistica della Fondazione Taormina Arte, Simona Celi, e di aver dato la sua disponibilità alla consegna del premio. «Poi, un pomeriggio, la direttrice mi chiama e, dispiaciuta, mi dice che il mio nome non c’era nella lista dei premiati. Non mi ha detto per delicatezza chi c’era dietro questa decisione, certo non lei, ma la nota dei premiati è della Regione e ho fatto “due più due”: è una scelta politica della Regione».