Cesena, 23 agosto 2026 – Uno dei fenomeni a cui assistono gli abitanti dei piccoli centri periferici, molto diffusi in Italia per la sua conformazione orografica, è il taglio degli sportelli bancari. La digitalizzazione e la costante ricerca di riduzione dei costi perseguita da parte degli istituti di credito, soprattutto quelli di grandi dimensioni, induce a chiudere gli sportelli che non hanno volumi di depositi, movimenti e affidamenti sufficienti per coprire gli ingenti costi di una filiale. La crescente diffusione dell’internet banking sopperisce in parte alla presenza dello sportello fisico, ma ci sono molte persone (soprattutto anziane) che non hanno dimestichezza con smartphone, tablet, computer e carte di credito, per cui spesso la mancanza di un servizio fisico di prossimità bancario incide anche sull’attrattività dei territori e contribuisce così anche al declino demografico.
“Il tema delle aree marginali e periferiche è più ampio e coinvolge i servizi pubblici, i posti di lavoro, l’andamento demografico con la relativa denatalità e anche i servizi bancari ne sono coinvolti – afferma Mauro Fabbretti, presidente della Federazione delle Banche di Credito Cooperativo dell’Emilia-Romagna e della Bcc di Sarsina –. La gestione di una banca non consente di tenere aperti sportelli palesemente in perdita: ci sono dispositivi di vigilanza e algoritmi che non consentono sostanziali deroghe: sotto certi parametri non si può andare”.






