VIGONZA - Gli investigatori dell'Arma avrebbero pochi dubbi: dietro il drammatico inseguimento andato in scena nella notte tra il 18 e il 19 agosto tra Cadoneghe e Vigonza, culminato con l'accoltellamento di un tunisino di 25 anni, ci sarebbe una guerra interna tra bande nordafricane per il controllo delle piazze di spaccio.
L’INDAGINE Sono in corso febbrili accertamenti per giungere quanto prima alla cattura degli aggressori del 25enne, ma allo stesso tempo per identificare coloro che erano nella Bmw del ferito che non appena hanno capito che la situazione era degenerata hanno pensato bene di abbandonare l'amico e di fuggire a piedi. La vicenda da una prima ricostruzione effettuata dai militari della compagnia di Padova è cominciata in zona Cadoneghe. Due auto con all'interno più nordafricani casualmente si sono incrociate. È bastato poco a scatenare la scintilla e il successivo inseguimento. Gli aggressori si sono messi alle costole dei "rivali" che nel frattempo su una Bmw sono fuggiti a folle velocità rischiando anche di provocare gravi incidenti stradali. Sono stati visti sfrecciare in via Andreon e poco dopo in via Trevisan a Vigonza dove il conducente della Bmw ha perso il controllo del mezzo e si è schiantato contro una centralina della Telecom. L'auto è andata completamente distrutta. Gli occupanti hanno fatto in tempo a dileguarsi. LA VITTIMA Soltanto il 25enne ha ritardato la fuga ed è stato raggiunto dagli inseguitori. Ne è nata una colluttazione al termine della quale è stato ferito gravemente con più fendenti. Solo per pura fatalità non c'è scappata la tragedia. Non appena sono arrivati i soccorritori in via Trevisan a terra è rimasto solo il ferito mentre le due bande rivali hanno fatto in tempo a dileguarsi. Dai primi riscontri pare che questa "guerra intestina" per il controllo delle piazze di spaccio possa essere riconducibile ad un episodio analogo avvenuto ad inizio giugno a Pontevigodarzere nel quale furono sparati anche colpi d'arma da fuoco. L’ALLARME Alla luce del grave episodio ieri il sindaco di Vigonza Gianmaria Boscaro ha commentato: «Quanto accaduto è di una gravità assoluta e non può essere minimizzato. Un inseguimento folle sulle nostre strade, conclusosi con un incidente e addirittura con un accoltellamento, avrebbe potuto avere conseguenze ancora più drammatiche e coinvolgere cittadini che non avevano nulla a che fare con questa vicenda. Dalle informazioni che stanno emergendo, sembrerebbe inoltre che alcuni dei componenti dei due gruppi non siano nuovi a episodi di questo genere nel territorio di Padova e della cintura urbana. Se ciò dovesse essere confermato dalle indagini, saremmo di fronte a una situazione ancora più preoccupante. Non possiamo accettare che bande di delinquenti, per regolare i propri conti, mettano a repentaglio la sicurezza di chi vive nei nostri territori o semplicemente si trovi a percorrere una strada. Persone che si lanciano in inseguimenti a folle velocità e arrivano a utilizzare coltelli dimostrano un’assoluta indifferenza per l’incolumità degli altri. Chi si rende protagonista di episodi criminali di questa gravità deve sapere che sui nostri territori non può esserci alcuno spazio per l’impunità».








