La sfida è o dovrebbe essere tutta tecnologica. Perché, come osserva Luigi Carrino, presidente del Distretto aerospaziale campano (Dac), «la qualità della ricerca e dell’innovazione delle imprese aeronautiche di Campania e Puglia è tale da rendere pressoché inevitabile un’ulteriore opportunità di sviluppo e dunque di valorizzazione dei territori che le ospitano». Il ragionamento nasce a margine dell’iniziativa assunta dalle due Regioni - Campania e Puglia, appunto - attraverso i rispettivi assessori alle Attività produttive Fulvio Bonavitacola ed Eugenio Di Sciascio che hanno inviato una lettera congiunta al ministro del Mimit Adolfo Urso per tutelare gli investimenti in atto nell’«aerospazio made in Sud» da eventuali ridimensionamenti dei programmi di Leonardo, punto di riferimento del comparto anchenel Mezzogiorno.

Campania, 100 milioni per frenare la grande fuga dalle aree interneUn’alleanza, è stato detto, che parte da numeri significativi ma anche da un’urgenza: garantire un futuro al settore dell’aeronautica civile e in particolare agli aerei ad ala fissa che da tempo costituiscono il core business di Campania e Puglia, dalle fusoliere per gli Atr e i Boeing 747 all’ampia componentistica assicurata alle aziende di tutto il mondo (per non parlare del progetto WindRunner, l’aereo più grande del pianeta concepito per il trasporto dei carichi eccezionali, di licenza Usa, che potrebbe essere assemblato tra Napoli e Grottaglie.LA VISIONE Le mutate esigenze geopolitichehanno sicuramente influito in questi ultimi anni sulla robusta virata dell’industria di settore sulla Difesa (droni, velivoli da ricognizione e dintorni, per intenderci, ma non solo) che al Sud però non ha una grande tradizione. Non sbaglia perciò lo stesso presidente Carrino quando sostiene la necessità di puntare, con il sostegno della politica e delle istituzioni, a un nuovo piano per l’aeronautica civile italiana e dunque a un nuovo prodotto «capace di assicurare una prospettiva ai 50mila addetti della sola Campania». Che la sfida si possa lanciare, dando unseguito concreto all'alleanza tra le due Regioni («Insieme Puglia e Campania rappresentiamo la principale piattaforma aerospaziale del Mezzogiorno e una delle più importanti del Paese», ricorda opportunamente Bonavitacola) lo dicono, appunto, i numeri. «La Campania inoltre è, nell’ambito del Mezzogiorno, il primo mercato di destinazione dei prodotti aeronautici pugliesi e il secondo per quelli alimentari; la Puglia è a sua volta il secondo mercato di destinazione per la Campania nelle produzioni alimentari e nell’automotive. In termini assoluti, le esportazioni manifatturiere della Campania verso la Puglia ammontano a 293 milioni di euro, mentre quelle della Puglia verso la Campania valgono 206 milioni. Non siamo quindi di fronte a due sistemi che convivono semplicemente uno accanto all’altro, ma a due economie che già si sostengono dentro filiere integrate», spiega con la consueta chiarezza l'ultima ricerca sul «Sud che innova e produce» di SRM,la Società di studi e ricerche sul Mezzogiorno collegata a Intesa Sanpaolo.LO SVILUPPO «A questa interdipendenza produttiva si aggiunge un altro aspetto decisivo: entrambe le regioni stanno cercando di ripensare il proprio modello di sviluppo puntando su innovazione, capitale umano, logistica, industria avanzata e transizione digitale ed ecologica. La stessa analisi economica relativa alle proiezioni di sviluppo sulla macroarea mostra che nelle due regioni si contano 9.691 imprese innovative, pari al 56,8 per cento del totale, e 1.989 startup innovative, cresciute del 27,8 per cento tra il 2020 e il 2025, mentre il sistema dell’innovazione è sostenuto anche da reti comuni come MedITech, che unisce cinque università campane, tre università pugliesi e 21 player industriali». Ma c’è un dato che da solo dimostra il peso dell’aeronautica civile di quest’area: Campania e Puglia da sole coprono piùdella metà del totale del settore ad ala fissa del Paese. Un primato che l’ecosistema industriale e della ricerca delle due realtà non può perdere.