Nell’emergenza emergono sempre storie di sostegno e di ascolto. Mentre le reti civiche cittadine continuano la loro azione politica sul territorio, il supporto sociale passa tra le mani di associazioni e realtà vicine al mondo ecclesiastico. Sono decine i volontari che, ogni giorno, si presentano al centro d’accoglienza del Palatrincone di Monterusciello per consegnare beni di prima necessità ai più di 50 sfollati presenti all’interno del palasport flegreo. La maggior parte di questi gesti di volontariato è coordinata dalla Caritas diocesana di Pozzuoli che, fin dall’inizio dell’emergenza, si è dimostrata vicina alle tante persone in difficoltà.
Lo sportello Nonostante fin dal primo giorno siano scesi in campo in aiuto della popolazione, il gesto più potente diventa l’apertura di un nuovo centro di ascolto da parte della Caritas, che opererà sul territorio cittadino nel tentativo di dare supporto nel corso della crisi bradisismica. Avvocati, psicologi ed esperti, tutti pronti a mettere a disposizione le proprie competenze, in maniera volontaria, per dare un piccolo contributo a una comunità così ferita. La visita degli scorsi giorni del direttore della Caritas Italiana, don Marco Pagniello, è stata la testimonianza dell’interesse sempre maggiore verso una realtà come quella dei Campi Flegrei, che sta mettendo sempre più in difficoltà famiglie e persone fragili. «Dopo il primo intervento delle istituzioni, ora è arrivato il momento della Chiesa», racconta don Giuseppe Carulli, direttore della Caritas Diocesana. «Cercheremo di affiancare coloro che stanno vivendo il dramma del perdere la propria casa - chiarisce - il nostro sarà un centro d’ascolto legato, principalmente, al discorso dei problemi di natura psicologica e legale». Terremoto Campi Flegrei, la Caritas apre sportello di ascolto a Pozzuoli per emergenza casaGli obiettivi Alla base del lavoro della Caritas Diocesana c’è la volontà di essere un sostegno capace di andare oltre il valore economico. «Cercheremo di occuparci degli anziani, di tutti coloro che fanno parte della fascia di popolazione più fragile - spiega don Carulli - ci preoccuperemo di assistere le famiglie che stanno vivendo una fase di transizione, decidendo se costruirsi un futuro a Pozzuoli o da un’altra parte». Uno dei drammi che, negli ultimi anni, ha colpito persone di tutte le età residenti nella zona riguarda l’ansia di un’altra possibile scossa. «Il bradisismo è un fenomeno che purtroppo non termina dopo il 31 luglio - chiarisce - il trauma post-scossa deve essere affrontato in qualche modo: molti anziani, ad esempio, hanno gravi problemi di solitudine legati anche alla paura di dover vivere un nuovo episodio nel corso della notte». Il disagio Un problema che, oltre a essere ormai integrato nel tessuto sociale della cittadina, sta investendo anche le attività commerciali. Ristoranti chiusi, bar semivuoti, negozi sempre meno frequentati sono solo alcuni esempi della crisi del commercio che in questo momento sta affrontando l’area flegrea. Le disdette all’interno di tanti alberghi, di solito pieni nella stagione estiva, diventano il simbolo di un problema diventato strutturale. Clochard, la solitudine nei ricoveri di fortuna: «Garantire l’assistenza»«Molte attività stanno vivendo le conseguenze dello sfollamento di Pozzuoli - racconta Carulli - tutte attività che oggi sono in crisi perché l’utenza diminuisce di giorno in giorno». Un appello che passa anche attraverso le istituzioni e una specifica richiesta d’aiuto per questo tipo di categorie. «C’è necessità di ristori per persone che non sanno più come vivere la propria vita e come affrontare le difficoltà - aggiunge - e l’ascolto, in questi casi, diventa fondamentale», conclude.









