ROMA – La stretta è destinata a far discutere. Non tanto per il divieto di mettersi al volante dopo aver bevuto nemmeno una goccia di alcol, prescrizione che potrebbe essere utile a ogni età, ma per gli altri due paletti che la bozza del nuovo codice della strada pone agli over 85: niente autostrada e guida solo entro 100 chilometri da casa. Questi due ultimi limiti, che verranno riportati in automatico sulla patente al primo rinnovo superata l’età, rappresentano una grande vincolo.
Nel testo-base del nuovo Codice della strada, che è stato anticipato da Quattroruote e che ora passerà al vaglio delle associazioni per le osservazioni di rito, la parte dedicata agli ultraottantacinquenni è figlia, probabilmente, dell’ondata di incidenti che ci sono stati nell’ultimo anno. Sinistri provocati da comportamenti non corretti di automobilisti anziani. Se il problema della sicurezza non va sottovalutato, vietare di superare una distanza di 100 chilometri da casa e impedire l’accesso alle autostrade, oltre al tasso alcolemico zero, apre una serie di interrogativi rispetto all’autonomia personale e al diritto alla mobilità. Da una parte c’è la sicurezza stradale, con la necessità di verificare capacità fisiche e riflessi in età avanzata. Oltre al fatto che spesso le visite mediche dei rinnovi non sono approfondite. Dall’altra c’è la vita quotidiana degli anziani. L’auto è spesso uno dei soli modi per raggiungere medici, farmacie, familiari e servizi essenziali, soprattutto fuori dalle città. E c’è chi, nei limiti, vede anche un profilo di incostituzionalità.










