Il presidente russo ammette che gli attacchi di Kiev a raffinerie e magazzini hanno fatto male al Paese, anche se «non hanno cambiato la situazione al fronte»
Vladimir Putin ammette che gli attacchi ucraini degli ultimi mesi hanno fatto male alla Russia e ora promette vendetta. Gli attacchi di Kiev «provocano danni economici e perdite», ha riconosciuto per la prima volta apertamente l’autocrate di Mosca. Per poi precisare però, riporta l’agenzia Interfax, che l’Ucraina «non ha tratto alcun vantaggio» da questi raid e in particolare «nessun effetto sulla situazione al fronte». In realtà le autorità russe hanno confermato sin da giugno che a causa degli attacchi crescenti sulle raffinerie il Paese, primo produttore di petrolio al mondo, è costretto a importare benzina dall’estero. E pezzi grossi dell’establishment di Mosca hanno sottolineato le difficoltà economiche crescenti legate a quei raid sempre più profondi e ambiziosi di Kiev, anche sui magazzini delle aziende di e-commerce russe Wildberries e Ozon. E così ora Putin fuma di rabbia, e prepara le prossime contromosse. All’insegna del linguaggio della violenza.
Putin promette vendetta contro Kiev
La Russia continua a bersagliare l’Ucraina, e ieri ha colpito duramente per l’ennesima volta un obiettivo civile, bombardando con la tecnica del double tap un centro commerciale a Kryvyi Rih, la città natale di Volodymyr Zelensky, provocando la morte di 16 persone e il ferimento di altre 130. Ma il peggio deve ancora venire, lascia intendere ora Putin. L’Ucraina «ha aperto il vaso di Pandora quando ha deciso di attaccare le infrastrutture economiche russe. Bene, ora avrete una risposta riguardo ai settori più sensibili della vostra economia, che, francamente, sono già allo stremo», ha affermato il leader russo. «Volete interrompere la nostra logistica? Bene, allora le misure di rappresaglia non tarderanno ad arrivare», ha aggiunto Putin nell’intervista citata dai media russi. Tradotto, le forze armate di Mosca risponderanno pan per focaccia, lanciando presto attacchi di rappresaglia contro la logistica ucraina. Nessuna indicazione su tempi e modi della minacciata vendetta.










