Come vola sul giro-secco questa McLaren, specie sull’ottovolante di Zandvoort. Più curve ci sono, più l’auto papaya è scarica di benzina, più va veloce. Per questo la seconda pole di stagione, dopo l’Ungheria, non sorprende e conferma quanto di buono ha fatto vedere il team di Woking con gli aggiornamenti portati tra l’Hungaroring e questo weekend. Se in gara potrebbe essere un’altra storia contro la Mercedes — nella Sprint l’auto soffriva molto di grip al posteriore, specie nelle curve lente — per lo meno Lando Norris (pole in 1’11”163) avrà il piacere di scattare davanti domenica (via alle 15 con diretta su Sky Sport F1 e differita su TV8 alle 18) e provare a dettare il ritmo al via. «Sono sorpreso — ha detto Lando — è stato un discreto giro, ho spinto perché eravamo tutti vicini, ma è stata una bella svolta rispetto alla Sprint. Abbiamo cambiato l’auto ed è migliorata». Non male per Lando, insomma, considerando quanto nella stretta Zandvoort sia difficile passare. In un caotico Q3 dove le prime gocce di pioggia sono cadute sul circuito, abbassando di quattro gradi la temperatura della pista, ne ha approfittato il campione del mondo 2025 con due giri perfetti, allontanando di fatto i due buoni tentativi di George Russell (2° a 102 millesimi), che dopo la vittoria nella Sprint scatterà non dalla pole. Di mezzo, per il numero 63, anche un’escursione sulla ghiaia in curva 1 nel Q2, allo stesso modo di Lewis Hamilton nel Q1, per non aver controllato la vettura dopo il giro lanciato. Sarà comunque una partenza tutta da vivere, considerando che appena dietro il britannico ci sarà un ritrovato Andrea Kimi Antonelli (lontano 133 millesimi), dopo la sofferenza nella qualifica Sprint (con annesso fondo danneggiato) e il quarto posto nella mini-gara. Bravo a realizzare il tempo nonostante il suo sedile non fosse stabile all’interno dell’abitacolo: «All’ultimo giro ho commesso un errore in curva 1 ed è stato un mio errore — le sue parole — peccato perché avrei potuto lottare per la pole. Sapevo di potercela fare, per lo meno ho recuperato negli altri settori». In seconda fila, a sorpresa, non ci sarà nessuna Ferrari ma Oscar Piastri (4°), mentre le Rosse scatteranno quinta e sesta rispettivamente con Lewis Hamilton e Charles Leclerc, lontane 3 decimi. Una SF-26 buona fino al Q2, poi l’abbassamento delle temperature della pista ha non acceso al meglio le gomme della Rossa, che paga forse anche per il doppio giro di riscaldamento finale con entrambi piloti. Il tutto mentre la pista era sempre più scivolosa per la caduta di qualche goccia d’acqua, che a Zandvoort questo weekend cade sempre nei finali di sessione (come nell’ultimo giro della Sprint). Peccato considerando un’auto vivace, che ha tratto beneficio dal nuovo aggiornamento al fondo capace di portare più carico. A proprio vantaggio, ci sarà un set di gomme soft nuove da giocarsi, conservate rispetto alle rivali durante la lotta alla pole. Resta il giro non perfetto di entrambi i piloti, con diverse correzioni, che comunque ci proveranno considerando la forza sul passo e la doppia-sosta per variare la strategia. Quarta fila tutta Red Bull per Max Verstappen (7°) e Liam Lawson (8°), nel fine settimana del ritorno in Red Bull del neozelandese al posto dell’infortunato Isack Hadjar (infortunatosi in un allenamento di boxe). Dodicesimo Yuki Tsunoda, di nuovo in F1 per questo weekend con la Racing Bulls. Eliminate nel Q1 ancora le Aston Martin, nonostante il motore sviluppato portato in Olanda: 18° Fernando Alonso, 19° Lance Stroll (99ª eliminazione nel Q1 in carriera: un’infinità). Poi anche Carlos Sainz (17°), Ollie Bearman (20°) e le Cadillac di Valtteri Bottas (21°) e Sergio Pérez (22°). Nel Q2 fuori Pierre Gasly (11°), Nico Hülkenberg (13°), Franco Colapinto (14°), Esteban Ocon (15°) e Alexander Albon (16°).