di Fiamma Tinelli
Soldi, affari, potere: la moglie di Bashar al-Assad voleva tutto. Ecco i nuovi dossier che la raccontano
Per Asma al-Assad, Abu Dhabi avrebbe dovuto essere la via d’uscita. Una nuova casa, lontano da Mosca e dall’ombra della Siria. Ma la risposta arrivata dagli Emirati Arabi Uniti è stata secca: no. Il quotidiano Yedioth Ahronoth ha rivelato che la richiesta di residenza dell’ex first lady siriana è stata respinta direttamente dallo sceicco Mohamed bin Zayed Al Nahyan. «Motivi di sicurezza».È il secondo schiaffo dopo quello di un anno fa, quando la figlia Zein fu costretta a lasciare la Sorbona di Abu Dhabi per le proteste degli studenti siriani (uno di loro, misteriosamente scomparso). Mesi dopo, si è saputo che Zein si era diplomata all’Istituto statale di Relazioni internazionali di Mosca. Gli Emirati, sempre più vicini all’Occidente, non vogliono rogne.In Siria, il discusso presidente Ahmad Al Shara guida un governo di transizione. L’11 agosto, un tribunale siriano ha condannato a morte in contumacia l’ex dittatore Bashar al-Assad per i crimini commessi durante la guerra. Quando fuggì da Damasco, nella notte dell’8 dicembre 2024, Assad lasciò un Paese in macerie: 600 mila morti, 13 milioni di sfollati. Asma e i tre figli - Hafez, Zein e Karim - lo aspettavano a Mosca, al sicuro, nelle stanze lustre del Four Seasons. Lei sperava che la parentesi russa durasse poco. E invece.







