C'è un cucù di terracotta, il fischietto simbolo dei Sassi, tra i doni che Matera ha consegnato a Lorenzo Cherubini prima di che si rimettesse in sella; c'è una chitarra spuntata all'improvviso tra i vicoli della Rabatana, l'antico rione arroccato di Tursi; e c'è, in mezzo, una due giorni di pedalate che ha attraversato i Sassi ,calanchi, colline materane e Metapontino per raccontare, chilometro dopo chilometro, perché la Basilicata sia oggi una delle destinazioni più promettenti d'Italia per il cicloturismo.
Il Jovagiro, il viaggio su due ruote che accompagna Jovanotti da una data all'altra del Jova Summer Party 2026, ha fatto tappa in Basilicata il 17 e il 18 agosto, trasformando il tour in un racconto corale del territorio: l'ultima volta che Lorenzo Cherubini aveva cantato in Basilicata era il 1993, sul palco del Pala Sassi, e trentaquattro anni dopo torna in un altro modo, in bicicletta, all'alba di lunedì 17 agosto, dopo aver attraversato il Parco della Murgia Materana da Castel del Monte e Altamura.
Ad attenderlo in Piazza Vittorio Veneto è il direttore generale dell'Apt Basilicata, Margherita Sarli, che l’accompagna all'affaccio sui Sassi dal belvedere Guerricchio e, subito dopo, nella pancia della città, il Palombaro Lungo, la cisterna monumentale che per secoli ha raccolto l'acqua piovana sotto la piazza.











