C’è un video del 30 luglio scorso che aiuta a rimettere in ordine la cronologia del problema al ginocchio destro di Jannik Sinner, che lo ha costretto a saltare gli Us Open. Diciotto giorni dopo la finale vinta a Wimbledon, il numero 1 era appena rientrato a Montecarlo e aveva subito iniziato ad allenarsi duramente: lavoro atletico, navette, scatti avanti e indietro, fino ad appoggiarsi sfinito alla rete. “Back to work”, aveva scritto sui social. Sono immagini che smentiscono chi fa risalire a Wimbledon l’origini dell’infortunio che oggi lo tiene fermo: a fine luglio Sinner aveva iniziato la fase di preparazione dopo lo Slam e le vacanze e stava spingendo sul fisico in vista della stagione sul cemento americano. Non c’erano avvisaglie di problemi al ginocchio.

I controlli del 15 luglio al J Medical, effettuati pochi giorni dopo il trionfo di Londra e utili anche per confrontare gli esami con quelli successivi al malore di Parigi, non avevano fatto emergere allarmi. È con la ripresa degli allenamenti sul veloce del Country Club, a fine luglio, che compare il dolore al ginocchio destro: un’infiammazione che non passa e che costringe Sinner a rallentare. Comincia così l’andirivieni tra Montecarlo e Torino, con fisioterapia e onde d’urto, cominciato con il blitz del 4 agosto a Milano dal professor Melegati, specialista in riabilitazione e medicina dello sport. Quattro giorni dopo quel video postato sui profili social.