Giorgia Meloni ed Elly Schlein si sono scontrate a distanza sul tema dei migranti “dublinanti”. La leader del PD ha parlato di un “boomerang” dopo la gestione della crisi di Ceuta e lo scontro con la Spagna; la premier ha risposto che “sono due cose completamente diverse”.

Il tema delle persone migranti rimandate da diversi Paesi europei all'Italia è diventato centrale nel dibattito politico nel giro di meno di due settimane. Da quando la Germania ha dato il via hanno fatto seguito Svizzera, Austria, Svezia, Finlandia, Paesi Bassi e anche l'Irlanda. Sette Paesi che hanno dichiarato la ripresa dei trasferimenti dei cosiddetti dublinanti. Ieri è avvenuto uno scontro a distanza tra Elly Schlein, che ha attaccato il governo parlando di "boomerang" dopo la crisi di Ceuta e la frattura nei rapporti diplomatici con la Spagna, e Giorgia Meloni che ha risposto difendendo le scelte del suo esecutivo e smentendo la segretaria democratica. Su un punto, tecnicamente, la premier ha ragione. Sugli altri, politicamente più centrali, molto resta in discussione.

Cosa hanno detto Elly Schlein e Giorgia Meloni sui migranti Ha iniziato lo scontro Schlein, con una nota: "È clamoroso il boomerang della trovata propagandistica di Giorgia Meloni di sospendere Schengen contro la Spagna. E così appena dopo la Germania, l'Austria e la Svizzera, anche la Finlandia e la Svezia dichiarano che ricominciano a rimandare in Italia i migranti entrati in Europa dal nostro Paese". La leader del PD ha ribadito che "su Ceuta Meloni ha creato un precedente pericoloso per l'Europa, ma soprattutto per l'Italia". Poi ha allargato la questione: "Meloni per la sua cieca ideologia non ha mai portato avanti la più rilevante battaglia da fare a Bruxelles nell'interesse nazionale: quella sulla solidarietà europea, anche sull'accoglienza. Per superare l'ingiusto criterio Dublino del ‘primo Paese di ingresso' e stabilire finalmente che chi entra in Italia, entra in Europa, e ciascun paese UE deve fare la sua parte nell'accoglienza". Insomma, "è ridicolo che Meloni racconti di aver cambiato la musica in Europa, quando in realtà stava facendo un favore a quei Paesi che non vogliono condividere l'accoglienza di chi entra in Europa dall'Italia".