Perché nella vita trionfano le canaglie? Come mai il brav’uomo non è mai venuto di moda? Nel diario degli errori, saccheggiatissimo in questa rubrica estiva, c’è un appunto spassoso di Flaiano che è una eccellente approssimazione del come stanno (stavano?) le cose: “Indulgenza per la gente che si comporta male. Chi non suscita né simpatia né compassione è l’uomo medio, onesto e senza grandi inclinazioni al male. L’uomo che lavora per tirare avanti, che mette su famiglia e la mantiene. L’uomo medio è antipatico (Io sono antipatico. Mi si sopporta). Per diventare simpatico bisogna comportarsi da canaglia, per farsi amare bisogna farsi mantenere. E’ l’equivoco erotico che continua. La pietà verso il sesso sostituisce i sentimenti. Il malvagio dà quelle garanzie sessuali che la persona per bene non dà. Le azioni contro la morale e la società sono sintomi di vigoria e di disinvoltura sessuale in chi le compie. Temperamento! Chi si comporta rettamente ammette la sua ‘ordinaria’ attività sessuale e non interessa”. Mettersi una mano sul cuore, le femmine, e dirsi se non abbiamo fatto questa ricerca scellerata, magari inconsapevole, per tutti i vent’anni, rompendoci i denti. Poi prevale per fortuna l’amore per riflessione e si impara (chi più e chi meno) a preferire i quieti. Il brav’uomo. Presente a grossi banchi nei vecchi ecosistemi: il ragazzo moscio, studioso e con interessi casalinghi. Cinema, lettura. Uno che t’avrebbe tradita ma con garbo, più avanti, quasi per errore. Perdonabile perché era una pecorella da ovile.Tra i pochissimi successi generazionali del millennio, c’è che il porco-balordo-tanto-intelligente non è più interessante come una volta. Le Avventure Ranucce nel 2026 fanno fare spallucce e tirarsi di gomito. Ma chi sono codesti vecchi in discoteca, predoni da bar. Ma chi li vuole, questi patacca. I Mastroianni veri sono diventati una minoranza ridicola, non entrano neanche nel paniere dello zero virgola, gli altri carogna-aristocratici sono tutte caricature. Fanno pure un po’ impressione, paiono il geometra Calboni di Fantozzi, e non ci casca più nessuna.Armate di questa nuova consapevolezza, le ragazze si dicono: pigliamo subito il bravo cristo, datecelo, non commetteremo più lo storico errore. Basta sfracellarsi per amore, non è sentimento maiuscolo, quello, ma l’adrenalina della sottrazione: il buono quando è poco sembra ancora più buono.Solo che dalle ricerche di mercato ultime pare siamo di fronte alla imprevista catastrofe. Le femmine vanno sempre meglio in ogni settore, raggiungono alte posizioni e stipendi, e i maschi, infallibili quando si tratta di approfittare delle circostanze (sarà il testosterone, la guida?), stanno ora ad aspettare di essere pescati.In America, racconta The Cut, le agenzie matrimoniali di lusso stanno diventando l’unica soluzione: sempre più donne istruite e con buoni lavori pagano soldi profumati per esternalizzare la ricerca. Alla Select Date Society l’82 per cento dei clienti degli ultimi tre anni è donna, alcuni servizi partono da 75 o 100 mila dollari, altri salgono a 150 mila e si va oltre. Il guaio è che la candidata ideale cerca, comprensibilmente, un candidatuccio pure lui ideale: istruito, attraente, con qualche soldo suo. A forza di aggiungere requisiti, osserva una matchmaker, si può finire per eliminare il 95 per cento della popolazione maschile. Match Resource lavora con più di 150 matchmaker e dice che il 95 per cento delle sue ricerche è per conto di donne, uno dei suoi recruiter può esaminare fino a 26 mila profili all’anno per salvarne 500 o 600.Il maschio brav’uomo ha insomma mutuato la tecnica. Con lemma raffinato potremmo dire: identificazione con l’aggressore, a furia di prendere sberle da quelle che non lo volevano ha imparato a darle. E’ arrivata quindi l’ultima terrificante incarnazione, il gattomorto, quello che vorrei, non vorrei, ma se vuoi, ci sentiamo in questi giorni, sì chiamo io. Quando le trentenni a cui non garba star da sole mi scrivono nella posta del cuore: “Lì fuori non è rimasto davvero nessuno”, comincio a pensare che non sia per niente la solita esagerazione.