L’Università di Gand, in Belgio, guidata dalla rettrice ex vice premier ecologista Petra De Sutter, che ad aprile ha assegnato una laurea honoris causa alla relatrice imparziale Francesca Albanese, ha licenziato Nathan Cofnas. E’ il ricercatore che ha rivelato la carriera fantasiosa di Jason Arday, il prodigio accademico di Cambridge che si è tolto la vita dopo lo scandalo che lo ha travolto. Formalmente, Cofnas è stato cacciato per “razzismo” (è contrario alle quote accademiche per le minoranze). Di fatto, gli organizzatori dei “due minuti d’odio” contro Cofnas a Trafalgar Square hanno ottenuto ciò che chiedevano. In ogni caso, quello di cui Cofnas era accusato conta poco: a oggi, in Europa o in America, non si registra un solo caso di professore universitario che abbia perso il posto di lavoro per aver inneggiato al pogrom del 7 ottobre.L’Università di Cambridge però è di nuovo sotto accusa per aver assunto una studiosa musulmana con un passato legato a un movimento islamista fuorilegge, che ha criticato l’istruzione occidentale definendola “ostile ai principi islamici”. Farah Ahmed aveva presentato le sue opinioni sull’istruzione occidentale non in un diario privato, ma nel capitolo “Il sistema educativo occidentale e il curriculum nazionale britannico” del libro “Education and Identity: The Dilemma of Muslims in the West”, pubblicato da Istinarah Press, una casa editrice islamica.L’11 agosto, lo Spectator ha rivelato che Ahmed era anche un’ex sostenitrice di Hizb ut Tahrir, l’organizzazione che aspira a stabilire un califfato islamico. Le autorità del Regno Unito hanno messo al bando l’organizzazione nel 2024. Ahmed scrisse il suo saggio come opuscolo di Hizb ut Tahrir, avvertendo che i musulmani britannici devono “riconoscere che l’istruzione occidentale rappresenta una minaccia per le nostre credenze e i nostri valori”. Criticò anche chi presentava la poligamia e il matrimonio prima dei sedici anni come arcaici. Anche Shakespeare fu oggetto delle sue critiche, accusato di incoraggiare la disobbedienza ai genitori e le relazioni prematrimoniali (c’è da dire che su Shakespeare i woke non sono meno feroci degli islamisti).L’autore per lo Spectator che ha svelato tutto ciò, l’ex consigliere governativo Andrew Gilligan, non crede che il suo reportage avrà conseguenze: “Presumo che le autorità non faranno assolutamente nulla e ignoreranno tutte le prove presentate in questo articolo. Il caso della professoressa Farah Ahmed diventerà l’ultimo esempio del lento suicidio della Gran Bretagna e dell’occidente”. Il problema non sono però le Ahmed o gli Arday.Cam, la rivista degli ex alunni di Cambridge, pubblica regolarmente una rubrica intitolata “Quest’idea deve morire”. Si propone una particolare idea o concetto che, come in “1984” di George Orwell, dovrebbe essere gettata nel “buco della memoria”.Hilary Cremin, a capo della facoltà di Scienze dell’educazione dell’università, ha scritto un articolo per proporre la morte del sistema scolastico. “Molte scuole funzionano un po’ come una prigione, una fabbrica o un esercito”, afferma la Cremin. “La scuola è diventata talmente parte della nostra psiche collettiva che è difficile suggerire un’alternativa”. Invece, dice la professoressa, dobbiamo “rinaturalizzare” l’educazione, “imparare nella e attraverso la natura” in un “ecosistema di opportunità di apprendimento”. L’articolo si basa su un libro più lungo, “Rewilding Education”, pubblicato l’anno scorso, in cui la Cremin si scaglia contro l’istruzione, definendola “complice” dei “peggiori eccessi del pensiero illuminista”.Così si finisce per proteggere chi predica la superiorità della sharia sulla cultura occidentale e si espelle chi documenta le menzogne di un curriculum che sembrava uscito direttamente dalla piastra di Petri del wokismo e si onora chi contesta i fondamenti stessi della società aperta e si fa tacere chi ne difende le premesse empiriche. Chi pensa che Boko Haram (significa “l’educazione occidentale è peccato”) fosse prerogativa dei barbari dei plateau nigeriani, si sbaglia di grosso.
A Cambridge in cattedra chi vede l’istruzione occidentale “ostile all’islam”
Intanto l'Università di Gand ha licenziato Nathan Cofnas, il ricercatore che ha svelato le falsità di Jason Arday












