Dall’assessore comunale alla Cultura, Marta Paraventi, riceviamo e pubblichiamo "La progressiva riduzione delle librerie è un fenomeno che deve preoccuparci non soltanto dal punto di vista commerciale, ma soprattutto culturale e urbano. A livello nazionale, tra il 2023 e il 2025, le imprese attive nel commercio librario sono passate da 3.717 a 3.535, quasi il 5% in meno. Nei centri storici il fenomeno appare ancora più evidente: secondo l’Osservatorio Confcommercio, tra il 2012 e il 2025 le attività comprese nella categoria ’libri e giocattoli’ sono diminuite del 32,6%.
Non è quindi soltanto una crisi del settore librario, ma il segnale di una trasformazione più generale dei nostri centri urbani, dove stanno crescendo soprattutto ristorazione e ricettività mentre diminuiscono alcune delle attività maggiormente legate alla vita quotidiana e culturale dei residenti.
Le ragioni sono diverse e si sommano tra loro: la debolezza della domanda, il ridimensionamento di alcuni incentivi pubblici all’acquisto dei libri, la compressione dei margini, l’aumento dei costi degli spazi commerciali soprattutto nei centri storici e, naturalmente, il profondo cambiamento delle modalità di acquisto. Proprio per questo non credo che la risposta possa essere semplicemente quella di ’salvare’ una singola libreria: dobbiamo provare a costruire condizioni nuove perché le librerie possano continuare a svolgere una funzione economica e, insieme, culturale. Ad Ancona già oggi, in occasione di festival, incontri con gli autori e presentazioni, anche all’interno della Pinacoteca, cerchiamo di coinvolgere le librerie cittadine. Ma possiamo certamente fare di più. Una delle prospettive sulle quali vorrei lavorare è riconoscere sempre maggiormente le librerie come veri ‘Presìdi culturali della città e partner delle politiche culturali verso Ancona 2028’.






