Che i rapporti fossero tesi era noto. Che non si parlassero da settimane, anche. Ed ecco, quindi, che un primo messaggio a Donald Trump viene lanciato da Giorgia Meloni attraverso uno dei giornali più importanti al mondo, uno di quelli finito più volte sotto attacco del presidente degli Stati Uniti. Nell’intervista rilasciata al New York Times, e pubblicata ieri, la premier confessa: «Pensavo che le cose sarebbero state più facili con lui, vista la nostra convergenza sull’immigrazione e sulla cultura woke. Le cose sono andate diversamente».
In fondo, è il prezzo da pagare quando si parla tra sovranisti: al di là delle unioni ideologiche, conta solo soddisfare i rispettivi interessi nazionali e i propri elettorati. E in questi giorni di fine agosto la gestione dei dublinanti da parte dei paesi membri dell’Ue sono un esempio concreto. Tornando al Nyt, la premier ha mandato un messaggio distensivo: «Continuo a credere che l’unità dell’Occidente sia qualcosa di molto importante. Non decido la strategia italiana sulla base dei miei rapporti personali». Alla domanda se tornerà a parlare con Trump dopo la pausa estiva, ha risposto: «Be’, vedremo». Probabilmente non è ancora il momento per una “riconciliazione” personale tra i due leader.











