HomePratoCronacaLa coda della vergogna: "Burocrazia ‘disumana’. Pensare ad altre strade"Longobardi, consigliere della Lista Biffoni sindaco, interviene nel dibattito "Basta file e degrado davanti alla questura. Non solo per i richiedenti asilo, ma anche per gli stranieri che vivono qui da molti anni la trafila è infinita".Alcuni degli immigrati in coda in attesa del permessoRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciLe immagini e le testimonianze delle file davanti alla Questura raccontano una realtà che non può essere ignorata: file di molte ore, persone costrette ad attendere fin dall’alba — talvolta per giorni — e famiglie con figli minori lasciate in una condizione di profondo disagio. Non parliamo soltanto di richiedenti asilo, che sono quelli che subiscono i maggiori disagi. Parliamo anche di cittadini stranieri che vivono regolarmente in Italia da molti anni, lavorano, pagano le tasse, mandano i propri figli nelle nostre scuole e partecipano pienamente alla vita della comunità.

Così Giovanni Longobardi, consigliere comunale (Lista civica Biffoni sindaco), che racconta anche la testimonianza raccolta da una famiglia di origine albanese residente in Italia da diciannove anni. "La figlia maggiore, oggi quindicenne, ha frequentato tutte le scuole nel nostro Paese insieme a mia figlia. È una famiglia inserita, che lavora e contribuisce alla comunità. Eppure, a ogni scadenza, deve affrontare procedure lunghe, costose e spesso incomprensibilmente gravose. Ore di attesa solo per prendere un numero e spesso si viene scavalcati da chi ha un legale rappresentante. Così mi raccontano".