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Il ministro Musumeci, ex governatore della Sicilia, non indietreggia. La stoccata sull’aeroporto di Catania, durante la crisi che ha sconvolto i piani di migliaia di passeggeri, “affumicati” dalla cenere dell’Etna (senza contare gli effetti collaterali sull’economia e il turismo), aveva provocato reazioni stizzite. Musumeci aveva ipotizzato il trasloco dell’aeroporto di Fontanarossa, innescando così le ire del sindaco della città etnea, Enrico Trantino. Un derby giocato nel campo della destra catanese, con il primo cittadino che aveva stroncato la visione dell’amico ministro: «È un tema di cui si è discusso ma non si è mai fatto uno studio di fattibilità vero e proprio. Se mi devo esprimere come sindaco della città e sindaco metropolitano – sottolineava Trantino – osservo che il punto di forza dell’aeroporto di Catania è dato dalla vicinanza con il centro, a 5 minuti di auto. E soprattutto aggiungo che è in corso una fase, una trattativa per la privatizzazione, che risolverà molti dei problemi e che consentirà di essere più performanti rispetto alle tante criticità di infrastruttura via aria che in questo momento registriamo. Pertanto, non credo che sia un tema all’ordine del giorno e che sia opportuno discutere adesso».