Alessandro MazzinghiRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciPONTEDERA
Il tempo che scorre inarrestabile non sbiadisce il ricordo di chi compiuto gesta immortali. Come quelle di Alessandro Mazzinghi, un campione di sport e di vita che con le sue imprese ha dato luce e fama non solo alla nostra e sua città, Pontedera, ma alla nazione intera, salita, grazie alle sue straordinarie doti di pugile, due volte sul tetto del mondo. Sono passati ormai sei anni da quella mattina del 22 agosto nella quale la famiglia annunciò al mondo la sua scomparsa, arrivata all’età di 81 anni, ma nel cuore di chi ha conosciuto o anche solo di chi ne ha sentito parlare, le imprese di Sandro restano scolpite in maniera indelebile. "Quando viene a mancare un genitore – ricordano oggi i figli David e Simone - il dolore è grande, anche se poi con il tempo ci impari a convivere. Ma noi sentiamo babbo sempre vicino a noi, ogni giorno, in tutto ciò che facciamo. La gente ha ancora vivo nella mente tutto ciò che ha fatto in vita sua e questo ci riempie di grande orgoglio e gioia. I suoi social sono sempre molto attivi, i suoi ammiratori ci scrivono da ogni luogo e per noi resta anche difficile rispondere a tutti, anche se abbiamo dei collaboratori capaci di gestire le cose, sempre con il nostro assenso. Ed è bello vedere come ancora oggi babbo è ricordato con grande emozione dai suoi moltissimi ammiratori". In sua memoria la famiglia continua a promuovere iniziative, come l’ormai affermato Premio Nazionale Mazzinghi che si svolge ogni ottobre al Tearo Era e che quest’anno celebrerà la quinta edizione.







