HomeMassa CarraraCronacaLe conferenze di Medievalis. Tra storia, arte e spiritualitàDopo lo stop dovuto al maltempo, si riprende oggi al Teatro della Rosa. Poi domani l’appuntamento conclusivo alla chiesa di San Francesco.Dopo lo stop dovuto al maltempo, si riprende oggi al Teatro della Rosa. Poi domani l’appuntamento conclusivo alla chiesa di San Francesco.Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciDopo lo stop legato al maltempo record di ieri, riparte ’Medievalis’. Con i suoi figuranti, l’arte e la musica oltre naturalmente alle conferenze medievali: un secondo palcoscenico, meno appariscente ma decisivo per comprendere la trama culturale che sostiene la manifestazione. Quello della riflessione storica, dei luoghi che raccontano, delle parole che illuminano.

Si riprende dunque la ’strada’ delle conferenze oggi pomeriggio a partire dalle 17 alle Stanze del Teatro della Rosa. E’ proprio qui che infatti la scena si sposterà su uno degli episodi fondativi della memoria pontremolese: il 1226, anno della concessione del libero comune. A guidare il pubblico saranno due studiosi di primo piano ovvero il professore Fulvio Delle Donne, docente all’Università Federico II di Napoli, e Marino Zabbia, dell’Università di Torino. La loro conferenza, intitolata ’1226: il passaggio dell’imperatore’, vuole andare a ricostruire il contesto politico, le tensioni territoriali, il ruolo delle élite e il significato di quel gesto imperiale che ancora oggi Medievalis celebra. Al termine dell’incontro, è in programma una visita all’accampamento che permetterà di assistere a un combattimento medievale, trasformando in tal modo la lezione in una vera e propria esperienza viva: la storia che si fa gesto, suono, movimento. L’ultimo appuntamento con le conferenze si svolgerà domani – sempre con inizio fissato alle 17 – nella Chiesa di San Francesco, è affidato a don Pietro Pratolongo. Il tema, ’A 800 anni dalla morte di San Francesco’, porta Medievalis oltre la dimensione civica e militare, verso la spiritualità che attraversò il Medioevo e che lasciò tracce profonde anche in Lunigiana.